QUANDO AL TEATRO MARRUCINO DEBUTTÒ LA GRANDE ELEONORA DUSE

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Siamo nel 1876, il Teatro Marrucino è stato appena riaperto dopo importanti lavori di restauro e miglioramenti vari.Sabato 4 marzo si riunisce il Consiglio comunale per deliberare sul seguente argomento all’ordine del giorno: “Provvedimenti per la prossima riapertura del Teatro”.

Lunedì 13 marzo l’assessore anziano Angelo De Vitis, Sindaco facente funzione, stipula un contratto con Adolfo Stefani di Milano, il quale  si impegna “di condurre in Chieti un complesso di artisti di canti per eseguire nel Teatro Comunale Marrucino il Faust di Gounod, il Ruy-Blas di Marchetti ed i Promessi Sposi di Ponchielli” per 26 rappresentazioni dalla fine di aprile fino al 10 giugno. Il contratto impegna anche lo Stefani a far venire a Chieti “una compagnia di ballo per eseguire il ballo “Nelly” od altro di egual merito”.

Non ha esito la richiesta del Sindaco facente funzione De Vitis  al signor Stefani, di inserire nel repertorio, su sollecitazione della Società Operaia di Chieti, l’opera Malek-Adel (su libretto di Francesco Vicoli di Chieti, rappresentata per 19 sere all’allora Real Teatro San Ferdinando nel 1855) del maestro Giuseppe Persiani, facendo presente che tra i patti stipulati “avvi quello che i detti artisti sono solamente obbligati a cantare opere del loro repertorio…”. Martedì 21 marzo, comunica al Presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso che “gli artisti scritturati dal signor Stefani, mandatario del Municipio, si sono rifiutati a cantare opere fuori repertorio, e quando speravasi di potervi indurre la seconda compagnia posteriormente prescelta, fu la volontà negativa manifestata dal Sig. Persiani che troncò il corso delle trattative aperte al riguardo”.

L’episodio determina un cambiamento di programma: viene rappresentata l’opera “Rigoletto” di Giuseppe Verdi invece dell’opera “I Promessi Sposi” di Amilcare Ponchielli, per motivi non spiegati.

Sabato santo 15 aprile, i periodico teatino “Il Nicate” pubblica un servizio sulla cerimonia di riapertura del Teatro Marrucino del 29 aprile nel clima di aspettativa creata dalla presenza in città delle prime donne Sofia Lorini e Ida Kottas, dei primi tenori Giulio Ugolini e Ranieri Baragli, il primo basso Antonio Garcia, il direttore d’orchestra maestro Carlo Lovati-Cazzulani, Giovanni Ponticelli, Luigi Samoggia, Gaetano Malagodi e di tutti coloro che hanno dato un proprio contributo a rinnovare il Teatro Marrucino, per cui Chieti “può andare superba … di possedere un teatro che per eleganza e buon gusto può rivaleggiare con i principali delle più artistiche città d’Italia”.

Lunedì 24 aprile, il pittore Giovanni Ponticelli, ospite di Cesare de Laurentiis da alcuni giorni, in attesa del 29 aprile, data di riapertura del Teatro, annuncia di essere costretto a tornare a Napoli con urgenza, per cui non potrà assistere all’inaugurazione del Teatro e del nuovo sipario, da lui dipinto nel 1875; in una lettera pubblicata sempre sul periodico locale “Il Nicate”, in data di giovedì 27 aprile, ringrazia il civile popolo di Chieti per la cortese accoglienza che gli è stata fatta e “pel modo più gentile ancora con cui ha compatito l’opera”.

Vivono giorni di agitazione e preoccupazione i componenti del Consiglio Comunale, della Giunta Municipale e della Commissione per i restauri, poiché attendono l’ispezione tecnica del Genio Civile sulla stabilità dell’edificio, sulle condizioni igieniche di aerazione, sulla sicurezza antincendi, sulla facilità di uscita del pubblico in caso di emergenza.

Ed ecco che giunge la giornata di sabato 29 aprile. Tutti i timori vengono fugati perché il Prefetto fa giungere la relazione stilata e sottoscritta dal Direttore del Genio Civile, Brunelli e dall’ingegner Vecchi, che salvo qualche osservazione riguardo ai servizi igienici e alla segnalazione di migliorie per il sistema antincendio, risulta favorevole all’apertura, con un elogio ai sistemi modernissimi dell’illuminazione installati “solo in pochi dei principali teatri d’Italia, ed atti a prevenire sinistri dipendenti da incendi”.

Come riferisce un cronista del periodico “Il Nicate” di venerdì 5 maggio, il pubblico, che affolla il Teatro la sera del 29 aprile, rimane colpito e stupito da “un’onda di luce” che l’accoglie all’ingresso affascinato da due paggi di Costantino Barbella che reggono i candelabri; dalla nuova fisionomia della platea, ammirando la bellezza della “sua curva condotta con perfetta conoscenza delle esigenze armoniche di un teatro”; e le sue linee “di una scioltezza senza pari e fatte elegantissime da una decorazione che il Sig. Samoggia studiò con molta diligenza e rese con grandissimo effetto”; le proporzioni del palcoscenico “che difficilmente si osservano in altri teatri”. Lo stesso cronista fa un resoconto dettagliato della spettacolare serata.

Un manifesto (Tip. Scalpelli, mm 483×335) annuncia la “grande riapertura di primavera dell’anno 1876”, con l’elenco delle opere di parte musicale: Faust, opera ballo del Maestro C.Gounod; Rigoletto, opera ballo del Maestro Verdi; Ruy-Blas, opera del Maestro Marchetti;

Della parte coreografica: Nelly, ballo grande in 4 atti e sei scene del coreografo Ferdinando Pratesi, musica del maestro Ulivieri, con elenco degli artisti di canto e di ballo e i prezzi serali in abbonamento.

Un omaggio letterario viene dedicato da Giacomo De Nicola-Melilla “Teti. Scena drammatica per l’apertura del riformato Teatro Marrucino” (Chieti, Tip. Scalpelli), a Florindo Barone Vergilii, componente della commissione teatrale che “tanto cooperò per l’eleganza di esso”.

Federico Marisi, invece scrive un’ode: “L’artista teatrale. Alla prima filodrammatica onorante l’apertura del novello teatro teatino nella primavera del 1876”.

Versi anonimi vengono invece dedicati alla “egregia signora Ida Kottas prima donna assoluta nel Teatro Marrucino la sera del 10 maggio 1876 nell’opera il Rigoletto”.

Domenica 28 maggio, serata d’onore per la prima ballerina Emma Marchetti. In scena: “Rigoletto” di Verdi e il balletto “Nelly”. Sabato 3 giugno per la serata d’onore per la contralto Ebe Treves le vengono dedicati tre sonetti: il primo di Federico Marisi;  il secondo a firma di A.B.C. e il terzo di un autore anonimo.

Giovedì 8 giugno si tiene una serata d’onore per la prima donna assoluta Sofia Lorini, che esegue “Ruy-Blas” melodrama lirico in 4 atti e brani da altre opere liriche. Antonio D’Orazio le dedica un’ode, mentre altri versi le sono dedicati da un autore che si firma V.C.G.I.;  altri versi ancora da un altro ammiratore che mantiene l’anonimato.

Martedì 13 giugno, serata d’onore per la prima donna assoluta Ida Kottas, in occasione dell’ultima recita. In programma: “Rigoletto” di Verdi. Per l’occasione le vengono dedicati un Sonetto ed un’Ode,  da un ammiratore che si firma F.

Fortuna ottiene il programma della stagione autunnale che prevede un corso di recite dal 4 novembre sino al 21 dicembre della Compagnia drammatica Pezzana e Brunetti, con un manifesto (Tip. Del Vecchio, mm 424×312) nel quale sono riportati oltre al repertorio anche i nomi di attori ed attrici.

Nella Compagnia di Luigi Pezzana e Icilio Brunetti figura Eleonora Duse (Vigevano,  3 ottobre 1858 – Pittsburgh21 aprile 1924), allora di 18 anni, agli inizi della sua formazione artistica, come “seconda donna” della Compagnia e che prelude alle prime affermazioni teatrali del 1879 nelle Compagnia G. Emmanuel, Giacinta Pezzana interpretando “Teresa Raquin” di Emile Zola.

Mercoledì 13 dicembre, serata a beneficio dell’attore brillante Gaetano Mancinelli. Sulla scena: la commedia in 2 atti Ercole 3° duca di Ferrara; di Augustin Eugène Scribe (Parigi, 24 dicembre 1791Parigi, 20 febbraio 1861), scrittore, drammaturgo e librettista francese; la commedia in 2 atti Un marito quasi celebre e una moglie quasi vedova,  di G. Varin, con la giovanissima Eleonora Duse (aveva compiuto 18 anni il 3 ottobre) alle sue prime esibizioni importanti e formative; lo scherzo comico in 1 atto La gran muraglia della China, di E. Billie-Blanes: sempre con Eleonora Duse, componente della Compagnia Pezzana-Brunetti.

Giovedì 14 dicembre, un manifesto (Tip. Del Vecchio, mm 310×190) la Compagnia Luigi Pezzana – Icilio Brunetti annuncia una nuova serie di 40 recite con un nuovo repertorio. Non se ne conoscono gli sviluppi.

Venerdì 15 dicembre va in scena la commedia in 5 atti I mariti di Achille Torelli, della Compagnia Pezzana – Brunetti, con Eleonora Duse tra gli interpreti. È probabile che la Compagnia sia rimasta per tutto il mese di dicembre e gli inizi di gennaio (anche oltre?) dell’anno successivo a Chieti. Dedico alla grande attrice Eleonora Duse un omaggio in versi.

Alla giovane Eleonora Duse

Al Teatro Marrucino, quella sera,

la Compagnia Pezzana – Brunetti,

con attrici ed attori giovinetti,

la stagione apriva di primavera.

 Tra le attrici Eleonora Duse c’era,

che con ingenui e con vezzosi detti,

i primi passi muoveva, non provetti,

di una grande e luminosa carriera.

 Ebbe a Chieti il battesimo d’arte,

con attrici ed attori già affermati

dai quali ha preso esperienza e passione.

 Che le hanno meritato ammirazione,

son nella storia i suoi successi entrati,

del teatro italiano ancor gran parte.

Mario D’Alessandro

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