AUGURI TEATRO MARRUCINO, AD MAIORA SEMPER!

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Con un’ordinanza datata 11 gennaio 1818 l’intendente della Provincia dell’Abruzzo Citeriore, il Marchese di S. Agapito ( paese in provincia di Isernia ), tale Giuseppe Caracciolo, gentiluomo di camera del Re delle Due Sicilie, ordinò l’apertura del Reale Teatro San Ferdinando ( dal 1861 Teatro Marrucino).


L’ordinanza faceva seguito ad una prima lettera partita il 24 dicembre 1817 da Caserta e tuttora conservata nell’archivio comunale negli Atti del Teatro Marrucino e trasmessa il 30 dicembre dall’intendente Marchese di S. Agapito al Sindaco di Chieti, Ferdinando Zambra. Con tale lettera si comunicava che il Segretario di Stato e ministro degli Affari Interni di Re Ferdinando I di Borbone, Re delle Due Sicilie, aveva accolto la richiesta inoltrata il 15 dicembre dal Decurionato di Chieti “diretta ad ottenere il permesso a far eseguire la sera de’ 12 Gennajo dell’entrante anno 1818 la riapertura del Teatro già costruito in quel Comune, con una festa di ballo a triplicata illuminazione nella ricorrenza del giorno in cui si celebra la nascita di Sua Maestà e di dedicare all’Augusto suo nome il teatro suddetto
L’ordinanza dell’11 gennaio a firma del Marchese di S. Agapito e del Segretario Gennaro Ravizza prescriveva quanto segue :
1. Che il Teatro nuovo di questa città sia riaperto nel prossimo giorno Natalizio di Sua Maestà per darvisi una Festa di ballo, ed i veglioni in tutt’i giorni di Giovedi, Domeniche e nell’ultimo Martedì del vegnente Carnevale.
2. Che il ritratto (ricavato) sia versato in mano del Sindaco, onde venga addetto a profitto dell’ospedale civile e dè conservatorj di donne povere di questo capo-luogo.
3.Il Sindaco medesimo curerà la esecuzione di queste disposizioni nella parte
che lo riguarda.
.
Immagine riferita probabilmente all’anno 1821.

Interessante notare come nella lettera diretta al Segretario di Re Ferdinando I del 15 dicembre si faccia riferimento ad “una riapertura del Teatro già costruito”, come confermato anche dall’ordinanza “che il Teatro di questa città sia riaperto il…“, per cui è lecito pensare che il Teatro fosse già stato aperto in precedenza con  qualche altra iniziativa non documentata.
E’ però molto probabile che il Teatro venne chiuso nel 1815, in seguito alla contoversia che ci fu circa la profanazione della chiesa di Santo Stefano e Sant’Ignazio di Loyola denunciata dalla curia arcivescovile teatina e poi in qualche modo sanata dalla Santa Sede.
La riapertura del Teatro comunque avvenne con l’intitolazione a nome di San Ferdinando per onorare il Re e con la “Festa di ballo a triplicata illuminazione” senza alcun cenno alla rappresentazione dell’opera Cenerentola di Rossini, probabilmente avvenuta in data successiva, anch’essa non documentata.
Della rappresentazione della Cenerentola, scrive Mario Zuccarini nella sua pubblicazione “Il Teatro Marrucino-storia-curiosità-aneddoti“, dove a pagina 35 si legge : “il 14 gennaio 1818 con la Cenerentola di Rossini…il nostro teatro iniziava il suo lungo cammino“, ma non sono citate fonti certe e documentate.
Esistono poi i manoscritti del Barone Zambra; in quelli conservati nell’Archivio di Stato di Chieti “Opere in musica rapprentate nel Teatro di Chieti” non vi è alcun cenno alla rappresentazione rossiniana, al contrario in quelli raccolti nella Cronaca del Teatro Marrucino di Chieti, conservati nella Biblioteca A. C. De Meis, viene citato solo l’anno 1818, ma non il giorno nè il mese.
Infine della Cenerentola ne parla lo scrittore Giuseppe Mezzanotte in un articolo pubblicato sul periodico La provincia di Chieti, il 27 maggio 1897 in cui scrive che la rappresentazione si tenne il 28 gennaio 1818, senza indicare la fonte.
Quello che è certo è che la festa inaugurale del 1818, con o senza la Cenerentola, fu un evento memorabile, iniziato la sera dell’11 gennaio, proseguito per tutta la giornata di martedì 12 e concluso al mattino del 13 gennaio.
Avvenimento sintetizzato da Giuseppe Caracciolo, marchese di S. Agapito, nella relazione inviata al Ministro degli Affari Interni a Napoli :
“…ebbe principio la sera del giorno 11 ed ha avuto fine al far giorno di questa mattina, non poteva riuscire più magnifica e più brillante.
Il contegno e la decenza vi han presediuto ( … ) La solennità di ieri mattina ( ricorrenza della nascita del Re Ferdinando ) in tutta l’estensione della città e nella Chiesa Metropolitana ( S.Giustino ) non poteva riuscire più  magnifica e sontuosa.
I diversi corpi di Truppe coi loro rispettivi Capi hanno anch’essi contribuito alla magnificenza della Festa. Immenso numero di gente si riunì nel nuovo Teatro illuminato a giorno, riaperto per la prima volta coll’inaugurazione e dedica all’Augusto nome di Sua Maestà. Il Sindaco, Don Ferdinando Zambra pronunciò l’annesso discorso analogo, cui risposi più col cuore che con le labbra nè termini espressi  nel foglio che le umilio. Allora fu che l’intero Teatro echeggiò di applausi e di evviva al nostro buon Re Ferdinando I. Si distinsero nel concorso al Teatro i pubblici funzionari ed i Notabili della Città colle loro Famiglie. Pubblica fu la gioia e generale la commozione per una ricorrenza così piacevole e avventurosa“.
Sono passati duecento anni di storia cittadina dall’epoca dei fatti narrati e quest’anno si celebra il bicentenario del nostro teatro con una serie di manifestazioni e rappresentazioni tese ad esaltarne la grande tradizione artistico – culturale.
Facciamo, allora, che questo momento rievocativo segni, per il nostro Teatro, l’avvio di tanti nuovi eventi che gli diano sempre più vita feconda continuando la scia culturalmente luminosa della sua antica storia.


Ad maiora semper,  nostra piccola, grande, ” Bomboniera d’Abruzzo ” !

Un ringraziamento all’amico Mario D’Alessandro per l’aiuto fornito nella ricostruzione degli eventi.

Rita Valente

Rita Valente
Nasce nel 1960 a Chieti nel rione Sant'Anna dove da sempre risiede.
Già nell'infanzia manifesta interesse per il corpo umano divertendosi a sventrare bambole e pupazzi di pezza per cui, nonostante la passione per lo sport ed un discreto successo adolescenziale nell'atletica leggera che la portano a diventare campionessa regionale di salto in lungo, decide di intraprendere gli studi in medicina e di dedicarsi in seguito alla ricerca genetica. I geni sono la sua passione... e non solo quelli cromosomici!

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