BUON COMPLEANNO CHIETI!

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Oggi, 11 maggio, è la ricorrenza più importante che annualmente si festeggia a Chieti: la festa di San Giustino.

Ma non è tutto, perché nel giorno in cui celebriamo la giornata del nostro santo Patrono, ci piacerebbe festeggiare per la prima volta in assoluto, visto che non si ricorda un evento rievocativo simile, l’anniversario numero 3199 della città; proprio così perché, stando agli scritti di illustri storici teatini, primo fra tutti Girolamo Nicolino, la fondazione di Teate avrebbe datazione al 1181 a.C. e proprio l’11 maggio, giorno che poi diverrà la giornata del Patrono cittadino, San Giustino.

In tale contesto è giusto ricordare i natali di questa città, non tanto per contemplare passivamente e con nostalgia un passato di gloria fine a se’ stesso che ci ha contraddistinti come teatini, piuttosto quello di guardare indietro con ammirazione ai fasti della nostra storia, ma proiettati verso l’avvenire, sforzandoci di realizzarne le sue durature speranze e riconsegnare alle generazioni dei futuri teatini ciò che noi stessi abbiamo ereditato dai nostri avi, cercando di migliorare sempre di più la nostra Chieti.

Un acuto giornalista, nonché storico e saggista, come Indro Montanelli, diceva che: “Un Paese che ignora il proprio Ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla, non può avere un Domani.”  e noi del Big8 sposiamo in pieno questa visione della realtà, sforzandoci di dare il nostro modesto contributo per una migliore conoscenza della nostra città.

Le attuali generazioni di teatini hanno ricevuto questa stupenda trimillenaria città, l’antica Teate, capitale dei Marrucini, ma anche la città regia capoluogo dell’Abruzzo Citra e gli stessi avrebbero il preciso dovere di preservarla, onde poterla consegnare intatta alle future generazioni di concittadini, ai nostri pronipoti che, benché non ancora nati, hanno sin da ora il sacrosanto diritto di ereditare a loro volta una città con quel ruolo guida che le compete.

C’è da augurarsi che oggi i chietini sentano come vitale, quell’esigenza di perpetuare la genia teatina, autentico orgoglio di un popolo che vuole conservare nel tempo una precisa ed incontaminata identità, un popolo che vuole essere artefice in positivo del destino della propria città, una città che, negli auspici, dovrà continuare a chiamarsi Chieti (o Teate), evitando lo spettro di un mostro geo politico amministrativo che vuole che la stessa sia, per opinabili motivazioni di carattere economico finanziario e, perché no, anche politico, fagocitata da un’altra realtà urbana a se’ vicina, nell’ottica di costituire una nuova grande città che avrà il dispregio di annientare in un sol colpo il carattere identitario di chi ne verrà inglobato.

In tal caso, sarà fortemente presumibile che Chieti, così come ciascun comune assorbito in una realtà che scimmiotta le grandi città del mondo, diventi improvvisamente territorio periferico di questo insano progetto metropolitano che, nelle intenzioni dichiarate, interesserà inizialmente tre città pilota.

Crediamo invece che nell’animo di ciascun abitante di Chieti che senta forte il legame alla propria città, ci sia la voglia di continuare ad essere chiamato teatino e di evitare di essere una propaggine altrui ma pensiamo che il più forte attuale desiderio voglia soprattutto che la fiamma di tale speranza non sia mai spenta anche a costo di combattere contro qualsiasi nemico, pure quelli che, all’interno della nostra città, hanno già deciso di abiurare le proprie origini, rassegnandosi ad essere compartecipi di ciò che appare una scellerata decisione di veder morire lentamente questa città.

La speranza è che, non solo la città continui a festeggiare i suoi natali per altri tremila e più anni ma che questo sacro suolo resti perennemente teatino.

Buon compleanno Chieti, buon San Giustino a tutti i teatini.

La redazione del Big8.

Marino Valentini
Nato nel 1961, sposato, due figli, per circa venticinque anni ha lavorato presso una locale banca dove ha rivestito il ruolo di Direttore di Filiale. Attualmente è libero professionista quale consulente in materia bancaria, specialmente per l'emersione di abusi in danno dei cittadini, come anatocismo ed usura. E' l’ideatore del Marrucinum, il progetto di moneta complementare nella città di Chieti. Ha scritto gli inediti “Onirica” e “Accordo suicida” ed i saggi “La Congiunzione perfetta”, “Il Patto tradito” e “Il Naufragio dell’Utopia”, con il quale nel 2015 ha vinto il premio nazionale “La valigia di cartone”, mentre, al momento, è in procinto di ultimare la dissacrante “Storia semiseria della Città di Chieti”.
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