PERIFERIE TEATINE : VIA D’ARAGONA

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La denominazione trae origine dal lascito fatto dal Conte Emanuele Gaetani dei Duchi di Laurenzana al Comune di Chieti con delibera di accettazione che porta la data del 5 maggio 1908. La donazione comprendeva diversi ettari di terreni con annessi fabbricati che il Conte possedeva in quella che, prima dell’attuale denominazione, veniva chiamata Costa Carete.

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LU RICCHIAPPE

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Si può affermare con sicurezza che fino agli anni 30 del secolo scorso due fossero gli eventi che riscuotevano il maggior concorso popolare in città: la Processione del Venerdì Santo e il Palio de Lu Ricchiappe; quest’ultimo trovava il suo culmine nella corsa che si disputava il giorno del santo patrono. In realtà nel periodo delle feste patronali si svolgevano diverse corse per soddisfare l’entusiasmo sempre crescente del numeroso pubblico ma la gara più importante era quella denominata “corsa dei barberi” o “carriera dei barberi” perché disputata da cavalli privi di fantino. Il cavallo barbero (o berbero), rispetto al cavallo arabo, ha un aspetto più robusto, quindi più adatto a questo tipo di sforzo.

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QUARTO S.ANNA

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Nel rione Sant’Anna c’è l’omonima chiesa di origini medievali, conosciuta da tutti noi per l’adiacente cimitero cittadino.


Nel corso degli anni subisce varie modifiche, ma solo nel 1964,in seguito allo smembramento del territorio parrocchiale di Sant’Antonio Abate, viene elevata a Parrocchia dall’allora Monsignor Bosio.
Nella soffitta della chiesa, nel 1930, fu rinvenuta una statua lignea raffigurante Sant’Anna che tiene in grembo la Madonna, a sua volta sorreggente Gesù Bambino.
E’ la bellissima statua della Sant’Anna Matterza

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trasferita in seguito al Museo Diocesano dal Prof. Verlengia a cui si deve anche la datazione della stessa risalente alla metà del XIII secolo

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LO STORICO PALAZZO MASSANGIOLI: UN MONUMENTO DA RESTAURARE

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Non è compreso nell’elenco dei 13 palazzi censiti e schedati, con encomiabile impegno e cura, da Grafica Archipro s.n.c. nel port-folio “Chieti. I Palazzi nella città” (1993) che faceva il paio con il port-folio “Chieti, Le Chiese nella città” (1992) che schedava n.1 2 luoghi di culto, che vedeva in prima fila gli architetti Pierluigi Gentile e la moglie Maria Cicchitti, ora alla ribalta per la problematica sistemazione di Piazza San Giustino, già Piazza Grande e poi Piazza Vittorio Emanuele II, che vi era entrato trionfalmente il 18 ottobre 1960, alla vigilia del suo incontro a Teano, o giù di lì, con Giuseppe Garibaldi che gli consegnò l’Italia del sud dopo la vittoriosa impresa dei Mille.

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LA STAZIONE DI CHIETI

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Nel periodo immediatamente successivo all’Unità d’Italia la città si trovava a dover risolvere numerosi problemi. Le condizioni igienico–sanitarie, ben descritte dal dott. R. Pellicciotti, erano a dir poco preoccupanti. Mancava una vera rete fognante, le abitazioni erano per lo più buie e spesso sotto il livello stradale, non c’era un servizio cimiteriale, c’era scarsezza di acqua potabile. Inoltre la città rischiava di essere tagliata fuori dai commerci e da un primo embrione di industrializzazione in quanto arroccata sul colle e difficilmente raggiungibile con le scarse vie di comunicazione di cui disponeva. Leggi tutto “LA STAZIONE DI CHIETI”

QUANDO GABRIELE D’ANNUNZIO SFIDÒ A DUELLO CARLO MAGNICO

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Carlo Magnico, chi era costui?” verrebbe da chiedersi, per emulare l’incipit del capitolo VIII del romanzo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, che tirava in ballo Carneade.

E’ stato protagonista , 133 anni fa, di un duello diventato storico, perché il suo contendente è stato Gabriele d’Annunzio, che aveva 22 anni e che con la “d” minuscola risulta registrato all’anagrafe pescarese, poi confermata, come “d” minuscola, con il titolo nobiliare, di Principe di Montenevoso, creato motu proprio , nel 1924, da Vittorio Emanuele III Re d’Italia, su proposta dell’allora primo ministro, Benito Mussolini, per il poeta e condottiero della prima guerra mondiale e dell’Impresa di Fiume. Leggi tutto “QUANDO GABRIELE D’ANNUNZIO SFIDÒ A DUELLO CARLO MAGNICO”