STORIA DI ENZINO

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Era mattina quando la notizia piombò sulla città. All’ora di pranzo, attoniti, lo sapevano proprio tutti che Enzino Cipolla se n’era andato e nessuno ci voleva credere. In molti continuarono a sperare  fosse uno dei suoi soliti scherzi. Ma non era così. Se n’era proprio andato, Enzino, di notte, per un infarto o chissà quale accidente, dopo che una tosse terribile non gli aveva dato tregua per ore.  Si stava vestendo per l’ ospedale, fra un’imprecazione e una preghiera al Padreterno, ché l’Aulin non gli aveva fatto nulla e insomma era il caso di  capire da dove venisse quella tossaccia, lì in Val d’Aosta, ospite degli unici parenti rimasti:  il tempo di infilarsi i pantaloni e amen, non c’era più. Leggi tutto “STORIA DI ENZINO”

ENZO

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In un grigio pomeriggio invernale, mi reco in macchina a fare la spesa alla CONAD rimuginando di malumore sull’enorme scorta di prodotti da comprare.
Prima di arrivare al supermercato vedo Enzo con un suo amico di Tagliacozzo in procinto di attraversare  la strada per andare a comprare del pane al forno di Palmarelli.
Mi fermo e con un sorriso carico di amore e la mano atteggiata a mo’di corna li invito ad attraversare, ma…
Il figlio di buona donna ( Sinetta perdonami ) si stende di traverso sulle strisce  urlando e contorcendosi  lamentando una gamba rotta ed un dolore alla testa dovuto, roba da matti, all’impatto sull’asfalto a causa dell’investimento da parte di una donna distratta al volante.
Immaginando ciò che mi aspetta con lo sguardo chiedo aiuto all’amico, suo degno compare, affinchè esorti Enzo a rialzarsi rapidamente, ma nel frattempo alcune persone spaventate e curiose si sono già affacciate alle finestre e balconi delle case vicine richiamate dalle grida del mascalzone.
Si fermano anche le macchine, qualcuno scende chiedendo se è stato allertato il 118, altri mi chiedono con disprezzo  misto a pena come mai non avevo visto il signore che stava giustamente attraversando sulle strisce…La mia risposta , fortunatamente, si disperde nel fragoroso colpo di clacson dell’autobus di ritorno da Pescara  fermo alla Pietragrossa, condotto da un autista che ancora più fragorosamente continua a chiedere : CA SUCCESS ?
Comincio a prendere a maleparole e calci nei fianchi Enzo che vedendo la ‘ malaparata ‘, finalmente, con un balzo felino si rialza gridando con le braccia al cielo: Lazzaro, alzati e cammina !
Tra le risa dei gabbati spettatori ed anche qualche commento poco ortodosso, la voce voce dell’autista su tutte : Enze Cipo’…solo tu putive essere !
Ringraziando il Padreterno risalgo in macchina, ma i due mi seguono pretendendo di essere accompagnati a Ripa Teatina per ritirare la porchetta ordinata per la serata a cena con amici.
Senza avere la forza per opporre una minima e vana resistenza e siccome ad Enzino non si può dire di no, obtorto collo li accompagno raccomandando loro di non farmi perdere ulteriore tempo.
Macchè, altra performance in quel di Ripa. Scendo dalla macchina, entro belligerante  nel negozio e vengo accolta da Enzo che mi presenta al gestore come la sua amante russa, adesso invecchiata, ma che quand’era giovane ‘ era ‘na lecina ‘
Meditando sulla triste minestrina che mi aspetta per cena, finalmente, calate le luci della sera ritorniamo verso Chieti
Enzino, con gli occhi da cerbiatto, lungi dal chiedermi scusa, mi allunga una busta  : Toh, queste è du panine ‘nghe la purchette, uno per te ed uno pe culù stunate de fratete. La spese le fi duman !

Carissimo amico di tutti, chiunque ti ha conosciuto ti ha amato e chi ti ha amato oggi ti piange.
Conforta i nostri occhi pieni di lacrime con i tuoi occhi pieni di luce e nel rimpianto di te qualcosa nasce in noi : la certezza  che tu, adesso, vivi nel tuo Cristo che hai sempre amato.

Rita Valente

LA VALLATA DEL LAVORO

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Nella  poesia Settembre D’Annunzio scrisse dei pastori che “scesero all’Adriatico selvaggio” ed i Pomilio, come loro, scesero dalle falde della Maiella, da Archi,in provincia di Chieti.
Arrivarono Livio,capostipite della patriarcale famiglia Pomilio e la giovane moglie Giuseppina di origine partenopea dalla quale ebbe ben nove figli :
Carlo, Alessandro, Federico, Ernesto, Ottorino, Umberto, Amedeo, Vittorio, Giulio, Amalia e Beatrice. Leggi tutto “LA VALLATA DEL LAVORO”

SIMBOLOGIA ALCHEMICA NELLE CHIESE TEATINE: SANT’ANTONIO ABATE (PARTE SECONDA)

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Nell’attesa di chiarire l’interessante disputa, accesasi sui social, se la statua lignea di cui abbiamo parlato sia di San Giorgio o di San Michele Arcangelo, entrambi dotati iconograficamente di armatura e di lancia o spada ed entrambi raffigurati nell’atto di uccidere il drago (ovvero la “materia prima“), argomento interessantissimo possibile oggetto di un intero articolo, e comunque dotato di analoga efficacia simbolica, spostiamo lo sguardo un po’ più in alto, verso le vetrate: ecco che sulla parete di destra scorgiamo un pesce con la sua bella scritta ἰχθύς in maiuscole greche. Leggi tutto “SIMBOLOGIA ALCHEMICA NELLE CHIESE TEATINE: SANT’ANTONIO ABATE (PARTE SECONDA)”

SIMBOLOGIA ALCHEMICA NELLE CHIESE TEATINE: SANT’ANTONIO ABATE (PARTE PRIMA)

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Non ci si stupisca dell’accostamento, solo in apparenza ardito, fra religione ed alchimia: si tratta in fondo di due discipline dello spirito, con visioni cosmogoniche se non sovrapponibili, decisamente con moltissimi punti in comune. D’altra parte entrambe affondano le loro origini nella notte dei tempi, e fra la religione cristiana e l’alchimia è quest’ultima ad averle più antiche. Leggi tutto “SIMBOLOGIA ALCHEMICA NELLE CHIESE TEATINE: SANT’ANTONIO ABATE (PARTE PRIMA)”

Chieti, città in vendita

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Tornano le pillole video.

Questa volta il Big8 affronta il tema del depauperamento della città di Chieti con una tentata vendita della Statua di San Michele al Piano Sant’Angelo a Chieti come rimedio per “fare cassa”. Buona visione.