RITRATTO DI PROVINCIA NELLA CHIETI DEGLI ANNI ’60

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È passato più di mezzo secolo e, a parte le caserme che oggi sono inesorabilmente chiuse, non è che sia cambiato poi molto a Chieti, soprattutto nell’indole dei suoi cittadini, coi modi di esprimersi, nei rapporti interpersonali, nell’affannosa ricerca di migliorare se’ stessi e di progredire facendo un passo avanti ma fatalmente anche due indietro e guardandosi di continuo ad un virtuale specchio per compiacersi in un ingenuo auto consenso.

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L’INCREDIBILE SCOPERTA DEL VESCOVO DI CHIETI

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Chieti è da tempo immemore città ecclesiastica, l’omonima diocesi risalirebbe alla prima metà del IX secolo, quando a Teate venne indetto nell’anno 840 un sinodo, anche se altre fonti ne retrodatano l’origine al IV secolo; da oltre un millennio la città teatina è comunque riconosciuta come principale centro ecclesiastico della regione.

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LA VALLATA DEL LAVORO

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Nella  poesia Settembre D’Annunzio scrisse dei pastori che “scesero all’Adriatico selvaggio” ed i Pomilio, come loro, scesero dalle falde della Maiella, da Archi,in provincia di Chieti.
Arrivarono Livio,capostipite della patriarcale famiglia Pomilio e la giovane moglie Giuseppina di origine partenopea dalla quale ebbe ben nove figli :
Carlo, Alessandro, Federico, Ernesto, Ottorino, Umberto, Amedeo, Vittorio, Giulio, Amalia e Beatrice. Leggi tutto “LA VALLATA DEL LAVORO”

UNA CITTÀ DA ABBELLIRE

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<<… Forse mi sbaglio, ma a voler giudicar così a colpo d’occhio, mi pare che si manchi di indirizzo, per cui non si sa se Chieti debba esser rasata e riformata, oppure cacciata giù nelle pianure del fiume Pescara… >>: queste parole, che potrebbero benissimo appartenere al nostro tempo, sono state scritte quasi 150 anni fa su Il Marrucino nel mese di aprile del 1869. Si dibatteva sulla necessità di abbellire la città ma le idee non erano ben chiare. Leggi tutto “UNA CITTÀ DA ABBELLIRE”