CHIETI E IL SUO SANTO

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Le tradizionali feste del maggio teatino sono state sempre legate al nome di San Giustino, del quale il giorno 11 maggio si celebra il ricordo. Ma cosa possiamo realmente dire con certezza sulla vita di questo amato ma non molto conosciuto santo?
Mi sembra che dobbiamo partire da due punti certi: 1) Da una parte le notizie storiche sono estremamente scarne tanto da determinare in alcuni addirittura il reale dubbio sulla sua esistenza o quantomeno sul fatto che egli sia stato vescovo a Chieti. 2) Dall’altra parte esiste a Chieti un culto antichissimo, documentato, e che risale a poco meno di un millennio fa.

Purtroppo ogni documentazione locale su quanto accaduto prima dell’anno 801, data della distruzione della città da parte di Pipino, figlio di Carlo Magno, è andata irrimediabilmente perduta. Non solo: sono scarsissimi anche i documenti vaticani che attestano la presenza di un episcopato a Chieti in quei secoli, tanto che la prima incontrovertibile documentazione risale al vescovo Teodorico nell’anno 840. Inoltre a quel tempo la Cattedrale era sicuramente intitolata a San Tommaso mentre non si parla mai di un Giustino Vescovo in quanto gli scarni documenti che attesterebbero la presenza di una chiesa intitolata al Beato Giustino li abbiamo solo nelle citazioni delle opere dell’Ughelli (Italia Sacra, 1659) e del Nicolino (Historia della città di Chieti, 1657). I riferimenti in questi documenti pervenuti a noi di seconda mano sono però ad un Giustino Confessore e non Vescovo, al quale era probabilmente intitolata una chiesa che forse era il nucleo originario dell’attuale cripta. Non si conosce con esattezza in quale epoca la Cattedrale fu intitolata anche a S. Giustino.

La riforma del Martirologio Romano negli anni 60 del secolo scorso ha consentito a molti studiosi di indagare sulla vita dei santi venerati tradizionalmente in molte città dell’Italia e dell’Europa. Anche sul nostro santo uno studioso, Guglielmo Salvi, ha scritto nel 1968 un’opera intitolata S. Giustino patrono di Chieti nella storia e nella leggenda nella quale nega che mai ci sia stato un episcopato di un vescovo Giustino. Cosa possiamo allora dire? Mi riallaccio alla seconda affermazione fatta all’inizio: è innegabile che un culto di San Giustino si sia sviluppato a Chieti da oltre un millennio e, seppur manchi una prova storica documentale di un suo episcopato, difficilmente si può negare la presenza di una personalità di spicco che, con il suo operare, ha determinato nelle generazioni a lui posteriori un culto che si è mantenuto fino al giorno d’oggi.

E, se possiamo procedere per ipotesi, deduzioni ed approssimazioni, allora possiamo spingerci fino ad affermare che la tradizione orale abbia supplito in qualche modo all’esiguità delle fonti storiche, magari trasponendo nelle storie attribuite al santo aspetti tipici del carattere teatino, ad esempio il dividersi e il polemizzare che non possono essere vinti altrimenti che con il ricorso ad una persona eminente ed esterna alle beghe locali (s. Giustino eremita chiamato all’episcopato).

Di una cosa possiamo essere sicuri: l’affresco raffigurante S. Giustino mitrato rinvenuto in cripta dopo i lavori del 1970, attribuibile al XIV sec., attesta inequivocabilmente che in quel periodo era già consolidato il suo culto, almeno cento anni prima del bassorilievo di Marino de Tocco, come ritenuto dal Salvi.

Paolo Rapposelli
Nasce nel quartiere storico di Santa Maria a Chieti nel 1957. Studia nel Liceo Classico G.B. Vico e si laurea a pieni voti nella Facoltà di Scienze Politiche a Teramo. In seguito consegue il Diploma in Scienze Religiose presso l’ISSR di Chieti. Vive e lavora a Chieti dove insegna da oltre 30 anni nell’ITCG “Galiani- de Sterlich” presso il quale svolge anche mansioni di collaborazione col Dirigente Scolastico. È sposato e ha tre figli. Fin dall’adolescenza ha coltivato il suo forte interesse per la storia locale, ereditata dal padre, e la passione per l’automobilismo degli anni 60 e 70. Ha pubblicato una parte della sua tesi di laurea su Filippo Masci e ha collaborato con diversi autori nella ricerca del corredo iconografico di alcuni volumi sia di storia locale che di storia dell’automobilismo. Da qualche anno si è impegnato in un lavoro di ricerca delle foto di Chieti e ne ha divulgato i risultati sia attraverso diverse conferenze tenute in città sia attraverso i social network.
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