DAL CINEMA TEATINO AL MEGALÒ

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Il primo ” film ” dei Fratelli Lumière – inventori del proiettore cinematografico e tra i primi cineasti della storia – fu presentato in un seminterrato di Parigi il 28 dicembre 1895. Ebbe subito un grande successo in tutto il mondo.

A Chieti il primo locale cinematografico denominato Cinema Teatino fu aperto nel 1907, appena dodici anni dopo quell’ evento. Se ne trova traccia nelle pubblicazioni dell’epoca. Secondo le indicazioni che si possono ricavare da tali giornali ed in particolare “Lo Svegliarino” che ha mantenuto le pubblicazioni dal 1885 al 1925, il Cinema Teatino era stato ricavato in un locale di un edificio, dove attualmente sorge il Palazzo De Felice, che si affacciava sul Corso Marrucino, con ingresso dal lato di Largo Costantino Barbella. Vi si proiettavano documentari e film che erano già prodotti in Italia da case cinematografiche immediatamente entrate sul mercato: tali pellicole non avevano sonoro ed erano accompagnate da pianisti che seguivano le immagini sullo schermo cercando di adattarvi le musiche più consone.

Negli anni 20-30 del XX secolo venne inaugurato il Teatro Eden in Via dello Zingaro (oggi Via Cesare De Lollis) sotto Palazzo Martinetti-Bianchi, mentre il Cinema Teatino si spostava nel Palazzo Sanità di Toppi, sempre lungo Corso Marrucino, cambiando però la denominazione: nasceva così il Cinema Corso. Anche a Chieti Scalo intanto cominciavano a sorgere i primi cinematografi ed esattamente al piano terra del palazzo della Cooperativa “Pro Chieti” in Piazzale Marconi (oggi sede della BPER) nasceva il Cinema Risorgimento,   dove si tenevano  i matinée, soprattutto nei giorni festivi. Soltanto nel 1956 veniva costruito dal’Impresa Gino D’Alessandro il Cinema Ariston per iniziativa del Dottor Natale, medico condotto di Chieti Scalo, tra Via Menechini e Via Lanciano, edificio ancora esistente e tuttora in attesa di destinazione d’uso.

Ed arriviamo a quello che è stato il più importante salone cinematografico nel recente passato della nostra città: il Supercinema. La storia del Supercinema è legata alle trasformazioni urbanistiche, iniziate nel 1927, che hanno portato alla scomparsa del cosiddetto Pallonetto S.Nicola e del Colle San Paolo. Dall’abbattimento degli edifici e torri medievali che ebbe luogo nel Rione San Paolo si salvarono solo parte dei tempietti romani e della galleria inglobata poi nell’edificio della Biblioteca Provinciale “Angelo Camillo De Meis” (crollata il 3 giugno 2005, ora in ristrutturazione). Il Supercinema fu quindi collocato nello stabile che oggi ospita quello che rimane della biblioteca e la sede del Genio Civile. In anni più recenti la gestione del Supercinema fu assunta da una Società (SEAT) con la partecipazione anche di operatori economici ed imprenditori cittadini, tra cui Femminella, titolare dell’omonima fornace dell’omonima località (oggi sede del Theate Center).

Nei primi anni trenta, tra i tanti edifici che furono costruiti a Chieti (vedi il Palazzo dell’Economia o Camera di Commercio in Largo G.B.Vico, l’ospedale sanatoriale San Camillo, nell’attuale Viale Forlanini) sorgeva anche quello in  Piazza Trento e Trieste (la Trinità), inaugurato nel novembre 1934  come  Palazzo OND (Opera Nazionale Dopolavoro) dedicato alla memoria di Arnaldo Mussolini, e che  in seguito, fino al 1978, ospitò l’Ente Nazionale Assistenza Lavoratori (ENAL). Nel seminterrato di tale edificio era ubicato il Garden Cine, che venne poi  chiuso il 30 giugno del 1980. Al suo posto oggi c’è la sede del Museo Universitario di Scienze Biomediche.

La sala dove si svolgevano le proiezioni, era posizionata al livello sottostante l’adiacente via IV Novembre e dagli ampi finestroni oscurati lunga detta via era possibile ascoltare (ma non vedere) l’intero film in proiezione e non era infrequente rilevare ragazzotti che porgevano l’orecchio verso il palazzo per fruire, a modo loro, del film che in quel momento si mandava: se agli albori del cinema alla Ville Lumiere ed alle altri importanti città del mondo si assisteva ai film senza audio, a Chieti negli ani ’70, era possibile godere della proiezione di un film di solo audio senza video!

 Un po’ alla volta, causa mancanza di fondi per adeguare le strutture alle mutate esigenze normative in tema di sicurezza e un po’ per scarsa affezione di un pubblico sempre più orientato altrove, con l’avvento di canali tv tematici e pay per view, oltre al boom dei supporti video (cassette e dvd), i nostri amati e storici cinema chiusero i battenti uno dopo l’altro.

Nemmeno un film di fine anni ’80 del regista teatino Luciano Odorisio, ambientato nella sua città e riguardante proprio il nostro pidocchietto, riuscì a destare un rinnovato interesse per quel cinema al fine di salvarlo: l’impietoso esito del film sembrò sentenziare un triste presagio per l’Eden che non riaprì più la sua piccola sala al pubblico.

Purtroppo in questi ultimi anni a Chieti non ci sono più stati imprenditori coraggiosi. Con il passare degli anni e con l’avvento dei multisala presso il centro Megalò anche il Supercinema ha chiuso i battenti, pur essendo stato acquistato dal Comune e affiancato al Teatro Marrucino nelle (poche) attività culturali cittadine; vanta 900 posti che attendono spettatori, una monosala con platea che grida vendetta contro l’avvento dell’era del digitale. Già, perché dal I°gennaio 2014 l’industria cinematografica ha deciso di distribuire i film solo in formato digitale ed in Italia più del 50% delle sale ha compiuto il passo adeguandosi alla modernità. Chieti no, non c’erano, e non ci saranno mai, i fondi a sufficienza per i nuovi proiettori digitali, ergo tutti al Megalò, dove la vecchia pellicola ha ceduto il passo ai supporti ottici, dove ci sono tante sale e tanta scelta, ma mancano l’incontro, l’intimità, l’atmosfera che caratterizzava i nostri vecchi, gloriosi cinema; lì ci si recava a piedi e una volta finito il film si tornava a casa passando per il Corso Marrucino dove ci si incontrava, salutava e ci si scambiavano sorrisi. The End.

Anche questo film è finito, riavvolgiamo la pellicola che ha retto per i primi 100 anni il cinema. I prossimi 100 anni si baseranno sempre più sul digitale. Il resto è nostalgia.

Rita Valente

Rita Valente
Nasce nel 1960 a Chieti nel rione Sant'Anna dove da sempre risiede.
Già nell'infanzia manifesta interesse per il corpo umano divertendosi a sventrare bambole e pupazzi di pezza per cui, nonostante la passione per lo sport ed un discreto successo adolescenziale nell'atletica leggera che la portano a diventare campionessa regionale di salto in lungo, decide di intraprendere gli studi in medicina e di dedicarsi in seguito alla ricerca genetica. I geni sono la sua passione... e non solo quelli cromosomici!

2 risposte a “DAL CINEMA TEATINO AL MEGALÒ”

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