I PANORAMI DI CHIETI

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Quando da bambino i miei genitori o i miei nonni mi portavano a passeggio spesso mi lasciavo conquistare dai panorami che potevano essere ammirati dalle vie di circonvallazione. Due erano i punti privilegiati di osservazione: il marciapiede dietro la tribuna dello Stadio Civitella e quello dietro il Palazzo del Tribunale.

Questi rappresentano anche i punti più alti di due delle tre colline sulle quali si adagia il centro storico della città. Proprio a metà dei marciapiedi nei primi anni 60 furono collocati due piccoli cannocchiali che procuravano l’interesse e la meraviglia quando, dopo aver inserito una piccola moneta, consentivano di ammirare un ameno panorama che spaziava su quasi 180°.

Infatti all’epoca nelle guide turistiche erano sempre citati, tra le attrazioni della città, proprio i panorami. In effetti essi rappresentano una grande risorsa perché, a differenza dei beni architettonici che prevedono spese di manutenzione, conservazione e custodia, essi sono sempre lì, disponibili ad ogni nostro sguardo per suscitare emozioni, sogni e ricordi.

Come appare la visuale dal marciapiede della Civitella

Purtroppo negli ultimi decenni non solo è mancata totalmente una valorizzazione di essi, ma addirittura se ne è resa impossibile, di fatto, una piena fruizione. Sono spariti ormai da tanto i vecchi ed anacronistici cannocchiali e fin qui va bene, ma la crescita tumultuosa e disordinata di ogni genere di vegetazione, alberi di alto fusto, pali della filovia, intreccio di fili, vetri protettivi e qualche costruzione umana hanno ristretto i pochi punti di veduta ad angoli di pochi gradi di ampiezza.

Qualche giorno fa, passeggiando dalla Civitella fino alla Cavallerizza e a Piazza Rocchetti, non ho potuto far altro che rimpiangere quello che sarebbe potuto essere e che forse, in parte, potrebbe ancora essere. Si potrebbe provvedere quanto meno ad una potatura sapiente degli alberi, all’eliminazione di edere e arbusti senza pregio, all’abbattimento delle piante malate.

Ciò consentirebbe anche a chi passa di notte di osservare il cielo stellato, ammirare le profondità dello spazio infinito fino a colmare la mente ed il cuore.

In una fase successiva si potrebbe addirittura ipotizzare un percorso verde a valle dei due terrazzi o magari incentivare i locali che potrebbero disporre degli spazi per le serate estive. Alcuni bar e pizzerie infatti sono vicine a questi punti ma altri locali hanno purtroppo dovuto chiudere proprio per la mancanza cronica di turisti nella città.

In definitiva un sistema che valorizzi sia le bellezze paesaggistiche che architettoniche e culturali potrebbe portare una serie di benefici all’economia della città.

 

Paolo Rapposelli

 

Paolo Rapposelli
Nasce nel quartiere storico di Santa Maria a Chieti nel 1957. Studia nel Liceo Classico G.B. Vico e si laurea a pieni voti nella Facoltà di Scienze Politiche a Teramo. In seguito consegue il Diploma in Scienze Religiose presso l’ISSR di Chieti. Vive e lavora a Chieti dove insegna da oltre 30 anni nell’ITCG “Galiani- de Sterlich” presso il quale svolge anche mansioni di collaborazione col Dirigente Scolastico. È sposato e ha tre figli. Fin dall’adolescenza ha coltivato il suo forte interesse per la storia locale, ereditata dal padre, e la passione per l’automobilismo degli anni 60 e 70. Ha pubblicato una parte della sua tesi di laurea su Filippo Masci e ha collaborato con diversi autori nella ricerca del corredo iconografico di alcuni volumi sia di storia locale che di storia dell’automobilismo. Da qualche anno si è impegnato in un lavoro di ricerca delle foto di Chieti e ne ha divulgato i risultati sia attraverso diverse conferenze tenute in città sia attraverso i social network.
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2 risposte a “I PANORAMI DI CHIETI”

  1. Che ci vuoi fare? Chieti non al sindaco né un assessore al verde pubblico. Anzi sindaco ed assessori sono espressione degli elettori e quindi dei cittadini di Chieti.
    Non è solo per colpa del sindaco che la città e all’abbandono, Ma per colpa dei chietini, passiamoci una mano sulla coscienza.
    Nel frattempo salì fino agli ultimi spalti della tribuna il teatro romano della Civitella. Lassù gli alberi non arrivano, è il punto più alto di Chieti, Dopo il campanile di San Giustino. C’è un panorama a 340°, puoi vedere tutto Abruzzo, Da Montesilvano a Francavilla passando per il gran sasso della Majella.
    L’unica cosa che non si vede è Pescara, coperta anzi annascosta, pensa un po’… dai tetti e dalle case del vecchio, orgoglioso quartiere della Civitella. Andate ad arrampicarvici soprattutto quando il cielo è terso, magari dopo I temporali. Ne vale la pena

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