I TEATINI

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TEATINI, NON SOLO STORIA DI CHIETI MA ANCHE VICENDE INTERNAZIONALI DI RELIGIOSI E MILITARI.

Come è noto, il termine teatino identifica gli abitanti della nostra città, mutuandone l’antico nome di Teate, a sua volta derivante dalla ninfa Teti, madre di Achille, l’eroe greco presente nello stemma di Chieti.
Peraltro, il lemma teatino riguarda pure tutt’altro, tale da varcare i confini di Chieti, percorrendo l’Europa intera fino ad arrivare all’America Latina.
Addirittura in alcune importanti città europee vi sono interi quartieri dedicati (indirettamente) al nome della nostra città ed una di queste è senz’altro Monaco in Germania. Nella città bavarese vi sono cinema, bar, locali pubblici, profumerie, centri commerciali e persino una birra di altissima qualità che porta il nome teatino.

Non è un caso ma il tutto nasce dai Chierici Regolari Teatini (Ordo Clericorum Regularium vulgo Theatinorum), un ordine religioso che venne fondato il 14 settembre del 1524 a Roma da San Gaetano da Thiene, Gian Pietro Carafa, Paolo Consiglieri e Bonifacio da Colle.

Il Carafa, salito successivamente al sacro soglio pontificio col nome di Paolo IV, all’epoca era vescovo di Chieti e dal nome latino della nostra città, derivò la denominazione teatina dei chierici.

Lo scopo primario del nuovo ordine era quello di stabilire la vita comune tra i chierici affinché essi potessero adoperarsi più efficacemente a riformare i costumi del Clero e del popolo cristiano. Innumerevoli e diffuse sono le opere meritorie di questi religiosi e l’ordine tanti santi ha dato alla Chiesa; è bene rammentare come la loro attività più feconda si sia svolta nella città di Napoli, dove va ricordata una particolare curiosità quando nel 1539, grazie all’opera del Beato Padre Giovanni Marinoni dell’Ordine dei chierici regolari Teatini, insieme ai suoi confratelli, veniva fondato il Monte di Pietà dei Poveri di cui in quel tempo beneficiarono molti bisognosi napoletani e che in seguito si denominò Banco di Napoli, quando perse la sua connotazione prettamente religiosa.

È significativo il fatto che, nello Statuto della costituzione dei Teatini, è prescritto che i suoi chierici non debbano possedere beni e non possano neanche chiedere l’elemosina; devono solo accontentarsi di ciò che i fedeli spontaneamente offrono e di quanto la Provvidenza manda ai suoi figli, con le parole di Gesù sempre presenti: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. È quantomeno paradossale pensare come questi uomini poverissimi siano riusciti a gettare le basi per la nascita della più importante banca del mezzogiorno d’Italia.

Chiese dei Teatini sono presenti in diverse città europee ed extra europee e di rilievo sono la chiesa di San Gaetano (St. Kajetan) a Monaco di Baviera (la Theatinerkirche), così come quella di Parigi presso il Louvre. Oggi i Teatini sono presenti in Italia, Spagna, USA, Brasile, Argentina, Messico, Colombia.

la Theatiner Kirche di Monaco

Pertanto il termine teatino, in tale specifica connotazione, richiama quei puri valori di altruismo, bontà d’animo e generosità. Va peraltro detto che il legame con a città di Chieti fu ben presente, almeno in forma allusiva, se è vero che, all’epoca della massima influenza teatina sul mondo clericale, si andò a coniare un neologismo come la chietineria, un concetto che esprime in termini critici l’eccessiva tenacia dei chierici teatini nel mantenere un rigore eccessivo in ambito cattolico, soprattutto all’indomani del concilio tridentino, quando v’era la necessitò riformatrice della Chiesa di Roma minacciata dalle conseguenze scismatiche luterane.

È singolare il fatto che letterati e filosofi come Pietro l’Aretino e Giordano Bruno abbiano usato un termine che rimanda palesemente alla città di Chieti (chietineria) e non direttamente all’ordine religioso, per scagliarsi contro quell’integralismo cattolico che era il carattere distintivo dei monaci teatini, rei di imporre la pratica religiosa nel comportamento dell’uomo, sempre e comunque, in ogni momento della sua vita. 

Secondo gli oppositori dei teatini, la costrizione religiosa renderebbe gli uomini non più come esseri pensanti ma come individui passivamente fedeli alle prescrizioni religiose che portano gli stessi alla rinunzia della libertà del proprio pensiero, della propria azione e della propria creatività, perché guidati da una volontà esterna che li plasma e ne regola ogni momento della loro svuotata vita, a proprio piacimento. Come già ricordato nell’articolo numero zero di questo blog, il termine chietino, per derivazione dall’ordine teatino, è sinonimo di pedante, ipocrita, bacchettone e soprattutto bigotto.

Come detto, chiese e quartieri dedicati ai teatini sono presenti in Italia e nel mondo ma rasenta l’assurdo il fatto che nella città che ha dato il nome all’istituzione monastica non vi sia, nemmeno storicamente, qualcosa che rimandi direttamente a tali chierici e la circostanza assume maggior rilievo se si pensa che Chieti è, sin dai secoli passati, una città in cui particolarmente vivida era la presenza di diversi ordini religiosi. Va altresì rilevato che il rapporto Chieti/Ordine dei Teatini non può essere considerato alla stregua di una semplice e fortuita questione terminologica. Tale riflessione potrebbe anche essere valida per il presente ma non lo fu certamente per il passato, visto che nel 1624, a distanza di 100 anni esatti dalla data di istituzione dell’ordine dei chierici regolari, la città teatina decise di elevare al rango di compatrono cittadino il santo Gaetano, un religioso veneto che mai era stato a Chieti, intitolandogli, qualche decina d’anni dopo, una chiesa, nei pressi dell’area dei tempietti romani, che rimane a tutt’oggi forse l’unico legame di Chieti con l’ordine dei Teatini, una chiesa che, per ironia della sorte, è chiusa al culto ormai da diversi anni.

Va peraltro detto che c’è anche un’altra storia che riguarda il nome della nostra città ma che certamente ben pochi conoscono e qui bisogna compiere un salto temporale fino a giungere all’epoca della Rivoluzione francese, quando a Parigi sull’antica Quai des Thèatins, c’era il 19° battaglione dei Teatini che faceva parte della Guardia nazionale di Parigi. Con l’avvio dei moti rivoluzionari, venne creato il 3° Battaglione dei volontari nazionali di Parigi che era una vera e propria unità militare dell’esercito francese, costituita con volontari delle due divisioni della Guardia nazionale parigina di cui faceva parte le Bataillon des Thèatins, che rivestì un attivo ruolo, distinguendosi a Parigi nelle vicende rivoluzionarie che cambiarono definitivamente il corso della storia francese ed europea.


Alla seconda divisione apparteneva appunto il corpo militare dei Teatini, così chiamati poiché appartenenti al distretto parigino dei Teatini. Anche oggi collezionisti di soldatini di piombo del tempo che fu, fanno carte false pur di accaparrarsi i pregiati pezzi di militari Teatini.

Insomma è curioso rilevare come nella nostra regione e soprattutto nella città di Chieti, si sia evitato di intitolare chiese, strade e piazze ai Teatini, mentre nel mondo ci si vanta di ostentare il nome che ci contraddistingue come abitanti della nostra città. Forse è il caso che Chieti, zeppa di vie e piazze dedicate a perfetti sconosciuti, decida di integrare l’odonomastica cittadina ricordando adeguatamente chi ha diffuso, pur se indirettamente, il nome della città teatina nel mondo.

Che dire? In questi casi il miglior rimedio è berci su, magari una buona e dissetante birra bavarese di qualità.

Prosit…

Marino Valentini

Marino Valentini
Nato nel 1961, sposato, due figli, per circa venticinque anni ha lavorato presso una locale banca dove ha rivestito il ruolo di Direttore di Filiale. Attualmente è libero professionista quale consulente in materia bancaria, specialmente per l'emersione di abusi in danno dei cittadini, come anatocismo ed usura. E' l’ideatore del Marrucinum, il progetto di moneta complementare nella città di Chieti. Ha scritto gli inediti “Onirica” e “Accordo suicida” ed i saggi “La Congiunzione perfetta”, “Il Patto tradito” e “Il Naufragio dell’Utopia”, con il quale nel 2015 ha vinto il premio nazionale “La valigia di cartone”, mentre, al momento, è in procinto di ultimare la dissacrante “Storia semiseria della Città di Chieti”.
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5 risposte a “I TEATINI”

  1. Interessante e dotta ricerca sul tema trattato.
    Attendo altri studi inerenti argomenti in ordine alle storia localei.

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