IL MARCHESE DIEGO DE STERLICH

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La famiglia de Sterlich, di origine tedesca, si era insediata a Chieti fin dal Medioevo. Nel 1704 Rinaldo de Sterlich ottenne il titolo di marchese e il feudo di Cermignano, sebbene risiedesse a Chieti. Qui nacque nel 1712 il personaggio più importante della famiglia: Romualdo de Sterlich, principale esponente della cultura cittadina del XVIII secolo.

Fra i suoi discendenti ci fu Diego de Sterlich Aliprandi, nato a Castellammare Adriatico il 13 agosto 1898, figlio del marchese Adolfo De Sterlich e Anna Henrici.  Diego sposò Dirce Cassini a soli 18 anni, a 22 divenne padre ma il suo unico figlio, Adolfo, morì a solo un anno di età. Meriterebbero di essere approfondite le sue vicende familiari costellate da lutti, ma non è possibile farlo in questa sede. Sappiamo però che fu adottato dal Barone Diego Aliprandi di Penne. L’adozione favorì così l’unione delle proprietà delle due famiglie, già imparentate fin dal XVIII secolo.

Forse proprio a seguito di questi lutti, ad inizio anni 20, cominciò ad interessarsi alle corse automobilistiche, allora in piena fase pionieristica. La sua carriera di pilota la iniziò nel 1923, sulle polverose strade del tempo. Preferiva misurarsi nelle gare in salita dove divenne un vero e proprio asso, vincendo le più importanti gare dell’epoca, come la “Susa-Moncenisio” e la “Trento-Bondone”. Gareggiò contro assi del volante come Materassi, Campari, Nuvolari e anche Enzo Ferrari. Ben presto fu chiamato il “Marchese Volante”.  La sua passione per lo sport dell’auto non si limitò alla sola partecipazione alle gare. Egli fu anche tra i primi organizzatori della Coppa Acerbo, istituita nella sua città natale nel 1924, e fu azionista del neonato Autodromo Nazionale di Monza, inaugurato nel 1922. Soprattutto fu amico di Alfieri Maserati, fondatore della prestigiosa casa automobilistica omonima. Quando il suo amico si trovò per ben due volte in profonde difficoltà economiche non esitò a vendere ben 300 ettari di terreno per salvarlo dal fallimento.

Questa sua generosità, unita alla dispendiosa passione per le corse e per le donne, condusse ben presto il Marchese Diego in grosse difficoltà economiche. In pochi anni aveva dilapidato un’immensa fortuna tanto da dover vendere una delle proprietà più famose della sua famiglia: l’antica Torre di Cerrano. Numerosi aneddoti circolavano sulla sua vita, come quando fu inviato dal Vescovo di Penne a prelevare un predicatore a Roma per le omelie natalizie. Il Marchese guidò sul ghiaccio a velocità talmente elevata che il passeggero svenne per la paura. Un’altra volta con la sua vettura uscì di strada devastando un campo di grano. Al contadino disperato diede un generoso risarcimento domandandogli poi chi fosse il proprietario, ricevendo come risposta: “Il Marchese de Sterlich”.

Nel 1934 la sua situazione finanziaria si aggravò ulteriormente e dovette lasciare la sua dimora a Penne. Il Palazzo fu ceduto al Comune con una vendita mascherata da donazione con l’impegno di farne una Scuola Tecnica e di intitolarla alla famiglia. Il Comune di Penne invece intitolerà l’istituto scolastico a Guglielmo Marconi.

Il Marchese coltivava anche altri interessi: ad esempio era un appassionato erborista, tanto da realizzare un filtro per la camomilla, poi commercializzato dalla “Bonomelli”. Nel suo timbro personale aveva scritto: “Diego De Sterlich-Aliprandi – Inventore – Poetastro – Ex corridore auto – Erborista – Cittadino onorario di Mutignano”

Tornò a Chieti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Palazzo di famiglia già non era più di sua proprietà e, non si sa da chi, fu ospitato. Era il periodo nel quale Chieti godeva dei privilegi della “Città Aperta” e tanti vi si rifugiavano per sfuggire ai bombardamenti. Come tanti altri, Diego de Sterlich si recava quotidianamente al Convento dei Cappuccini in Via Mater Domini per elemosinare un pasto caldo. In quel terribile periodo i Cappuccini riuscirono a sfamare tante persone perché poterono usufruire della generosità del Cappellano Militare tedesco, Cappuccino anch’egli.

Nel dopoguerra si trasferì a Teramo e conobbe Vecla Fumo, proprietaria del noto locale Caffè Fumo. Rimasto vedovo nel 1947 della prima moglie, da cui viveva separato da anni, sposò Vecla nel 1948. Si dedicò ancora alla sua passione per le corse, che mai l’abbandonò, e contribuì a riportare le ultime edizioni della Mille Miglia sulle strade abruzzesi. Le sue difficoltà economiche però si acuirono ulteriormente e nel 1966 fu costretto a vendere tutti i documenti che riguardavano la sua carriera di pilota automobilistico. Il 30 agosto 1976 la morte lo colse mentre era ospite della Casa di Riposo “De Benedictis” di Teramo. Poco prima aveva adottato Guido Verrocchio, nominandolo erede delle uniche due proprietà rimaste: la chiesa inclusa nel palazzo Aliprandi a Penne e la torre di Montegualtieri di Cermignano.

Possiamo considerare il Marchese de Sterlich il primo rappresentante di una ricca e importante tradizione abruzzese nell’automobilismo sportivo che si è espressa con tanti altri campioni, da Pirocchi a Taraschi, da Tarquini a Trulli, senza dimenticare Liuzzi, vissuto sempre a Pescara, e soprattutto uno dei più grandi: Juan Manuel Fangio, il cui papà era di Castiglione Messer Marino e la mamma di Tornareccio.

PAOLO RAPPOSELLI

Paolo Rapposelli
Nasce nel quartiere storico di Santa Maria a Chieti nel 1957. Studia nel Liceo Classico G.B. Vico e si laurea a pieni voti nella Facoltà di Scienze Politiche, Indirizzo Storico, a Teramo. In seguito consegue il Diploma in Scienze Religiose presso l’ISSR di Chieti. Vive e lavora a Chieti dove insegna da oltre 30 anni nell’ITCG “Galiani- de Sterlich” presso il quale svolge anche mansioni di collaborazione col Dirigente Scolastico. È sposato e ha tre figli. Fin dall’adolescenza ha coltivato il suo forte interesse per la storia locale, ereditata dal padre, e la passione per l’automobilismo degli anni 60 e 70. Ha pubblicato una parte della sua tesi di laurea su Filippo Masci e ha collaborato con diversi autori nella ricerca del corredo iconografico di alcuni volumi sia di storia locale che di storia dell’automobilismo. Da qualche anno si è impegnato in un lavoro di ricerca delle foto di Chieti e ne ha divulgato i risultati sia attraverso diverse conferenze tenute in città sia attraverso i social network.
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2 risposte a “IL MARCHESE DIEGO DE STERLICH”

  1. Molto interessante.Io conoscevo qualcosa della vita del Marchese de Sterlich dalla mia amica d’infanzia Giovanna Henrici de Angelis. È stato un piacere approfondire le notizie di un personaggio che era rimasto per me una figura tra fantasia e realtà!

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