LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE PRIMA DELL’UNITÀ D’ITALIA

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Le prime istituzioni scolastiche, come è noto, non furono pubbliche ma nacquero per iniziativa di ordini e Congregazioni religiose. In città la prima fu quella dei Gesuiti che giunsero già nel 1569, pochi anni dopo la loro fondazione. Essi istituirono il loro Collegio nel 1587 mentre la loro chiesa, che fu intitolata prima a S. Stefano e poi a S. Ignazio, fu aperta al culto nel 1632.

I Gesuiti installarono il Collegio di Chieti nel palazzo concesso da Donato Alucci e lo trasformarono completamente. Nel periodo della loro permanenza in città, il Collegio fu frequentato soprattutto dai rampolli delle classi benestanti. Tuttavia il continuo avvicendarsi dei docenti e il loro non eccelso livello culturale generò un certo malcontento. Questo non impedì loro di entrare in diretta concorrenza con gli Scolopi che poco dopo di loro fecero il loro ingresso in città.

Vivente ancora il fondatore S. Giuseppe Calasanzio, gli Scolopi giunsero in città nel 1636 e costruirono il Convento su un terreno concesso dal nobile teatino Francesco Vastavigna. Essi ottennero anche da Tommaso Valignani delle abitazioni attigue e poterono quindi iniziare a realizzare il loro progetto. Fu demolita una piccola cappella intitolata a Sant’Anna che si trovava nell’attuale zona di Piazza G.B. Vico e si iniziò la costruzione della nuova Chiesa di sant’Anna, detta appunto degli Scolopi (attuale Chiesa di San Domenico).

San Giuseppe Calasanzio concepiva l’educazione come un dono gratuito, un gesto di autentica carità, una missione. Essa non serviva solo alla formazione della persona ma soprattutto a salvare la società dall’ignoranza: un vero e grande pericolo. Per questo motivo le scuole calasanziane erano gratuite ed aperte a tutte le classi sociali.

Presto la rivalità fra le tue istituzioni scolastiche religiose della città si accesero con accuse reciproche anche pesanti: gli Scolopi rimproveravano ai Gesuiti di trascurare l’istruzione dei propri alunni preferendo l’attività missionaria; questi ultimi rinfacciavano agli Scolopi di perdere tempo a giocare a carte con gli alunni!

Nel corso degli anni gli Scolopi si impegnarono sempre di più e la qualità degli studi crebbe. Furono introdotti gli studi superiori e anche le classi più agiate cominciarono a frequentare il Collegio. La disputa con i Gesuiti terminò nel 1767 con la soppressione dell’Ordine e la loro cacciata dal Regno di Napoli.

Romualdo de Sterlich, in una lettera indirizzata a Giovanni Bianchi, illuminista come lui, racconta che i Gesuiti non lasciarono un buon ricordo in quanto avevano accumulato ricchezze e seguivano una morale “perversa”. Sta di fatto che vennero sostituiti da insegnanti laici o provenienti dal clero secolare che non brillavano per livello culturale e capacità pedagogiche.

L’intero complesso fu lasciato, mentre il Collegio – Convento fu venduto alla famiglia Franchi e poi alla famiglia Martinetti Bianchi. La Chiesa, invece, fu sconsacrata e poi si decise di utilizzarne in parte le strutture per realizzare il nuovo Teatro San Ferdinando, ora Teatro Marrucino.

Il Collegio degli Scolopi prima della realizzazione dell’ingresso dell’attuale Liceo Classico

Gli Scolopi non resisteranno però ancora a lungo in città: con le leggi napoleoniche nel 1807 verranno cacciati e il Collegio passerà allo Stato. Anche la chiesa diventerà proprietà demaniale e addirittura cambierà titolo. Infatti con la demolizione della Chiesa di san Domenico nel 1913 questo titolo passò appunto alla chiesa degli Scolopi. L’unica istituzione scolastica religiosa rimarrà quindi il Seminario Diocesano che proseguirà la sua storia per quasi altri due secoli.

Un’epoca però stava finendo e, con l’Unità d’Italia, l’istruzione passava decisamente nelle mani dello Stato. Tuttora però, passando per il Corso, non si può non ammirare l’imponenza del Complesso degli Scolopi che ancora oggi ospita tante generazioni che lì svolgono il loro percorso scolastico.

Paolo Rapposelli

Paolo Rapposelli
Nasce nel quartiere storico di Santa Maria a Chieti nel 1957. Studia nel Liceo Classico G.B. Vico e si laurea a pieni voti nella Facoltà di Scienze Politiche a Teramo. In seguito consegue il Diploma in Scienze Religiose presso l’ISSR di Chieti. Vive e lavora a Chieti dove insegna da oltre 30 anni nell’ITCG “Galiani- de Sterlich” presso il quale svolge anche mansioni di collaborazione col Dirigente Scolastico. È sposato e ha tre figli. Fin dall’adolescenza ha coltivato il suo forte interesse per la storia locale, ereditata dal padre, e la passione per l’automobilismo degli anni 60 e 70. Ha pubblicato una parte della sua tesi di laurea su Filippo Masci e ha collaborato con diversi autori nella ricerca del corredo iconografico di alcuni volumi sia di storia locale che di storia dell’automobilismo. Da qualche anno si è impegnato in un lavoro di ricerca delle foto di Chieti e ne ha divulgato i risultati sia attraverso diverse conferenze tenute in città sia attraverso i social network.
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