LO STORICO PALAZZO MASSANGIOLI: UN MONUMENTO DA RESTAURARE

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Non è compreso nell’elenco dei 13 palazzi censiti e schedati, con encomiabile impegno e cura, da Grafica Archipro s.n.c. nel port-folio “Chieti. I Palazzi nella città” (1993) che faceva il paio con il port-folio “Chieti, Le Chiese nella città” (1992) che schedava n.1 2 luoghi di culto, che vedeva in prima fila gli architetti Pierluigi Gentile e la moglie Maria Cicchitti, ora alla ribalta per la problematica sistemazione di Piazza San Giustino, già Piazza Grande e poi Piazza Vittorio Emanuele II, che vi era entrato trionfalmente il 18 ottobre 1960, alla vigilia del suo incontro a Teano, o giù di lì, con Giuseppe Garibaldi che gli consegnò l’Italia del sud dopo la vittoriosa impresa dei Mille.


Brevi cenni del Palazzo Massangioli di Via Cesare de Lollis ad angolo con Corso Marrucino, definito “palazzetto per residenze multiple con botteghe al piano terra … di carattere settecentesco”, si trovano nel volume: di Gianfranco Spagnesi, “Il Palazzo de Majo e l’architettura barocca a Chieti” (Roma, Multigrafica Editrice, 1981, pp. 140, ill. in b.n. Nessun riferimento al Palazzo Massangioli di Piazza Umberto I, nonostante la sua rilevanza architettonica, evidentemente perché non risalente all’epoca barocca, oggetto della ricerca dell’architetto Spagnesi, autore del Piano particolareggiato del centro storico nell’ambito del Piano Regolatore di Silvano Tintori, del 1977, rimasto inapplicato ed ignorato.
Sulla facciata risaltano due appariscenti cariatidi ai lati dell’ampio portone, che reggono il balcone e decorazioni a festoni di vario pregio. Sul lato sinistro del portone d’ingresso è stata posta, nel 1968, una lastra di marmo, color beige, con una epigrafe in bronzo brunito che ricorda: Palazzo Massangioli è uno storico edificio, di fine ottocento, che si fa ammirare in Piazza Umberto I, (già Largo del Palazzo e poi Piazza della Prefettura), nel centro storico cittadino di Chieti, per i suoi artistici stucchi color terracotta che ne caratterizzano la facciata, che ha assoluto bisogno di interventi di restauro. Si raggiunge da Piazza Valignani attraverso la breve Via Fiume (già Via dei
Gesuiti) che costeggia a sinistra il Teatro Marrucino e a destra l’ex Banca d’Italia.
Si ritiene che possa avere resti di un edificio più antico, probabilmente risalente all’epoca della chiesa di Santo Stefano e Sant’Ignazio di Loyola dei Gesuiti, ora Teatro Marrucino, ristrutturato e adattato in stile neoclassico sul finire del 1800.


Acquistato nel 1993 dall’Amministrazione Comunale dagli eredi della Famiglia Massangioli trasferiti in Belgio, per ragioni d lavoro negli organismi dell’Unione Europea, doveva rientrare in un progetto di “cittadella della cultura” (Teatro Marrucino, Palazzo Massangioli, Cinema Eden nel Palazzo Martinetti Bianchi), ma non se n’è fatto niente, salvo l’adattamento di alcuni locali ai piani superiori ad uffici direzionali del Teatro Marrucino, con lavori, peraltro mai completati, limitati a mettere in sesto il tetto, per evitare ulteriori danni strutturali.
Il Palazzo Massangioli, prima sede di una sezione di arbitri di calcio, è stato sede del Rettorato della Libera Università degli studi “G. d’Annunzio”, tra l’indifferenza generale, per ben 11 anni tra il 1965 al 1976, subito dopo il riconoscimento nel maggio 1965 (Dpr 8 maggio n. 1007), dei corsi liberi da parte del Ministero della Pubblica Istruzione. Il Magnifico Rettore, prof. Renato Balzarini, aveva a disposizione un salone affrescato e vari uffici (peraltro insufficienti) in locali anch’essi con volte dipinte. La mancanza di un adeguato parcheggio, l’insufficienza degli spazi amministrativi, convinsero il Direttore amministrativo Antonio Catalano a scegliere la sede del Rettorato nel nascente campus di Madonna delle Piane, dove era stato costruito dall’Impresa Di Vincenzo, il
primo di 13 edifici del progetto originale, mai completato e realizzato. Ripreso con altra
progettazione è stato poi il Rettore Uberto Crescenti a reperire i fondi per l’edilizia universitaria, a dare concretezza all’attuale “campus”.
Con il Rettorato si trasferirono anche gli uffici di Ragioneria ed Economato sistemati nell’allora Via Dante (Palazzo INCIS) nell’impossibilità di trovare spazi adeguati e serviti da parcheggio. Cosa che si ripeterà quando la Facoltà di Lettere e Filosofia, dopo un’indagine in cui individuò 18 edifici vuoti da occupare con Istituti e Dipartimenti, non aveva ricevuto nessuna risposta da parte di Enti ed Istituzioni pubblici a cui si era rivolto per averli in locazione, si trasferì, sempre tra indifferenza generale nel campus di Madonna delle Piane nell’estate 1994, dov’era già scesa la Facoltà di Medicina e Chirurgia, prima ospitata con quella letteraria, nelle ex Carceri di San Francesco in via
Nicolini, ancora con le sbarre alle finestre e, vergognosamente, con pochi interventi di
trasformazione da carcere a luogo di studio e ricerca.
Chi nel 2018 chiede di riportare l’Università nel centro storico dovrebbe conoscere questi avvilenti precedenti. Entrando dal portone si accede ad un piccolo atrio, che a sinistra porta all’inizio di una scalinata, bloccata dopo la prima rampa di pochi gradini da una finta parete cartonata che impedisce di raggiungere il piano superiore, occupato a suo tempo dal rettorato. Dall’atrio, a destra si accede all’ex Tipografia Barretta, a suo tempo utilizzata in massima parte dall’Ateneo, trasformata in ristorante, dove si possono gustare piatti tipici della cucina teatina e abruzzese, dopo essere stata
sede del Circolo del Peperoncino, divenuto successivamente Kapsiko Klubo, con espressione in esperanto suggerita dal dottor Giorgetti, che ne era appassionato studioso, fin all’attuale denominazione di “Capsicum”, termine latino del peperoncino.
Il Palazzo Massangioli, dalla storia ancora poco nota, non è compreso nel volume di Camillo Gasbarri, “Palazzi storici e famiglie illustri di Chieti”, a cura d Massimo Pamio. Chieti, Edizioni
NOUBS, (Coll. Aninis.6), 2010,pp.160, Euro 20,00).

Mafalda di Savoia ( Roma , 19 novembre 1902 – Campo di Buchenwald , 28 agosto 1944 ), nata principessa d’ Italia , poi d’ Etiopia e Albania , divenne Langravia titolare d’Assia-Kassel per avere sposato, a Racconigi , il 23 settembre 1925 , il principe tedesco Filippo, Langravio d’Assia-Kassel , figlio del Langravio Federico Carlo d’Assia-Kassel , che fu per pochi mesi del 1918 re di Finlandia e Carelia . Filippo nel giugno 1933 su proposta di Hitler aveva assunto l’incarico di governatore della Provincia d’Assia-Nassau . E lì avrebbe voluto raggiungere il marito la principessa Mafalda, c,
restata a Chieti una decina di giorni, dopo essere atterrata il 10 settembre 1943, in volo dalla Bulgaria (era andata ai funerali del cognato Boris), all’aeroporto “Pasquale Liberi” tra Chieti e Pescara, dopo essersi riunita ai figli sotto protezione nella Città del Vaticano. Ma a Roma fu ingannata con un falso invito dal generale Kappler che le prometteva la riunione con i figli, venendo invece arrestata e inviata a Buchenwald.


Tra elementi architettonici di grande interesse e vicende storiche di tanta importanza, è forse il momento di cominciare a progettare seriamente il restauro di Palazzo Massangioli, il cui nome è legato anche alla vicenda umana di Pippo Massangioli, (Filippo), sottotenente che il 30 luglio 1915 sul Monte San Michele, a quota 92, è morto giovanissimo nei primi giorni dell’entrata in guerra dell’Italia, nel conflitto del 1915-1918 e al cui nome nel 1922 fu intitolata la squadra di calcio teatina, con le maglie neroverdi, offerte dalla città di Venezia, che dopo la disfatta di Caporetto (1917), aveva trasferito la sede del Distretto Militare a Chieti (nel cosiddetto Palazzetto dei Veneziani), grata per l’accoglienza e ospitalità riservata alla importante istituzione.

MARIO D’ALESSANDRO

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6 risposte a “LO STORICO PALAZZO MASSANGIOLI: UN MONUMENTO DA RESTAURARE”

    1. Puoi provare a chiedere informazioni al Comune di Chieti ed all’archivio storico in via Ettore Ianni. Facci sapere

    1. No, Martina. Al momento l’accesso ai piani superiori del palazzo è vietato. Faremo qualche ricerca,tuttavia, presso l’Archivio Storico e soprattutto chiederemo all’autore dell’articolo se possiede qualche foto del periodo in cui nel Palazzo c’era la sede del rettorato. Continua a seguirci.

      1. La ringrazio per la risposta. Sarei interessata a proporre questo palazzo e un suo eventuale restauro e recupero come tesi di laurea in Architettura. É un vero peccato che non sia possibile accedere al piano superiore.

        1. Marina, innanzi tutto in bocca al lupo per i tuoi studi, ci farebbe piacere che anche tu scrivessi qualcosa circa il Palazzo Massangioli e sul restauro che stai valutando. Te ne saremmo grati ed il nostro blog si arricchirebbe del parere di una giovane architetto. A disposizione ! Ciao

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