3199 VOLTE AUGURI CHIETI !

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Quando Achille venne a fondar Teate

Omero nell’Iliade l’ha cantato,

contro il duce Agamennone infuriato,

perché una schiava aveva via portato

e a Troia di lottar s’era stufato.

Achille da Omero “piè veloce” detto,

a riprender la guerra fu costretto,

Ettore ci rimise poveretto,

fatto fuori in un gran duello diretto.

Col trucco del cavallo ingannatore

vinta Troia da Ulisse l’ideatore,

si conclude la guerra dell’orrore,

ognun torna ove prima era signore.

Pure Achille coi suoi fidi riparte,

stanco di essere seguace di Marte,

consulta coi compagni mappe e carte,

sull’Adriatico in barca se ne parte.

Dell’Enotria spiagge e lidi costeggia,

deciso a trovare per sè un’altra reggia,

ed un lieto giorno mentre già albeggia,

alla foce di un fiume infine ormeggia.

Quel fiume si chiamava allora Aterno,

vi entra e si dirige verso l’interno,

nella stagion che vien dopo l’inverno,

si ferma infin su consiglio materno.

La divina Teti che l’ha partorito,

dopo aver preso Peleo per marito,

quando lo vede giunto in questo lito,

su una collina gli indica un bel sito.

Nella valle, coi suoi uomini sbarcato,

lo stanco Achille a cavallo è montato,

e in un sentier boscoso si è inoltrato

fino a quando sopra al colle è arrivato.

Scelse subito il luogo più accogliente,

per dare un altro regno alla sua gente,

un regno duraturo e permanente,

per onorar la madre eternamente.

Da diciotto anni la guerra è finita,

Achille vuol cambiare la sua vita,

qui vuol far nascer la città turrita,

che sia per Mamma Teti ognor gradita.

Dalla madre Teti il nome deriva

ed i suoi uomini al grido di “Evviva”,

lieti per quella nuova prospettiva

con Achille inneggiano alla diva.

Era l’anno millecentoottantuno,

nell’Abruzzo ancor non c’era nessuno,

Roma non c’era, non c’era un tribuno,

come dalla storia ha appreso ciascuno.

La testa di Achille ora sta a Siviglia

abbiam scoperto con gran meraviglia,

e l’orgoglio cittadino consiglia

di partire a riprenderla in squadriglia.

E oggi Undici maggio, giorno natale,

un brindisi facciamo generale.

Sono Tremilacentonovantanove

anni che di Teate parlan le ….gazzette,

e c’è chi dice che sono… favolette:

che li colpiscano fulmini e saette.

Ve lo dice per questa occasione

chi vien detto da tutti Lu Bbarone.

(Mario D’Alessandro)

Secondo questa ipotesi , sarebbe stato Achille, figlio di Peleo e Teti, divinità marina, a fondare Chieti dopo la guerra di Troia, avvenuta nel XIII secolo a.C. Lo storico teatino Girolamo Nicolino, nella “Historia della Città di Chieti” (Napoli 1657) ha scritto,invece, che la fondazione sarebbe avvenuta “l’11 maggio 1181 a. C., 18 anni dopo la distruzione di Troia che avvenne negli anni del Mondo 2821 e 430-428 prima della fondazione di Roma (753-751 a. C.).

 

Teate Marrucinorum, 11 Maggio 2018

LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE PRIMA DELL’UNITÀ D’ITALIA

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Le prime istituzioni scolastiche, come è noto, non furono pubbliche ma nacquero per iniziativa di ordini e Congregazioni religiose. In città la prima fu quella dei Gesuiti che giunsero già nel 1569, pochi anni dopo la loro fondazione. Essi istituirono il loro Collegio nel 1587 mentre la loro chiesa, che fu intitolata prima a S. Stefano e poi a S. Ignazio, fu aperta al culto nel 1632. Leggi tutto “LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE PRIMA DELL’UNITÀ D’ITALIA”

UNA STORIA AVVOLTA DAL MISTERO, NELLA CHIETI DEGLI ANNI ’50.

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Sotto gli ombrelloni dell’estate francavillese del 1953, i teatini, spulciando qua e là i vari rotocalchi della bella stagione, tra quelli che fanno sold out in edicola nel periodo delle ferie, si accorsero che un settimanale femminile di moda, Alba, aveva dedicato un articolo ad un fatto, quanto meno sconvolgente, accaduto quell’anno proprio a Chieti e rimasto  sconosciuto ai più.

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30 AGOSTO 1922: A CHIETI SI COMPIE LA FORZA DI UN TERRIBILE DESTINO

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Le vicende narrate nel presente articolo riportano fatti di cronaca di fine agosto 1922, in verità poco conosciuti anche a Chieti, la città dove si svolse l’epilogo di tali eventi che, per le terribili conseguenze, costituisce il maggior disastro ferroviario della storia d’Abruzzo.

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