PARTICOLARI

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Spesso passiamo in tanti angoli della città e proseguiamo senza accorgerci che ci troviamo di fronte a particolari testimonianze di un passato più o meno lontano, lasciate consapevolmente o meno all’osservazione del passante.

Il grande prof. Camillo Gasbarri (a proposito, che aspettiamo ancora a intitolargli una via o una piazza?) spesso ricordava: “Osservate, osservate… la storia si trova intorno a voi, sopra di voi, sui muri dei palazzi, in una targa, dentro le finestre, prende la forma di un cornicione, di un tetto. Non abituatevi mai, mai a guardare per terra”.

I ganci della ferrovia elettrica

Se ad esempio ci troviamo di fronte ad alcuni ganci misteriosi sulle pareti di alcuni edifici di via Arniense, allora possiamo capire che da lì passava la vecchia ferrovia elettrica. Dopo oltre 70 anni dal suo abbandono essi ci testimoniano ancora quel periodo, magari con i ganci della successiva rete filoviaria sistemati proprio accanto.

Stazione “Villamagna” della ferrovia elettrica

Se poi vogliamo recarci nel Piazzale S. Anna, troviamo un’antica, piccola e malandata costruzione con ancora impressa sulla facciata la scritta “Villamagna”. No, non siamo giunti al confine del territorio comunale del paese, ma presso una delle stazioni intermedie della ferrovia elettrica che era denominata proprio così.

Le biglietterie della Civitella

Non è raro poi veder spuntare dal selciato dei vicoli del quartiere Civitella qualche pezzo di muro romano oppure, sempre nella stessa zona, trovare ancora le scritte “Gradinata” e “Tribuna” con tanto di sportello delle vecchie biglietterie dello stadio Civitella, dismesso da oltre 30 anni.

Basamento di Porta Monacisca

Ma anche vestigia delle antiche mura sono presenti ancora in diversi angoli della città. Proprio accanto alla chiesa di Mater Domini, alla fine dell’omonima via, si può scorgere ancora il basamento dell’arco della Porta S. Giovanni, poi Porta Monacisca. È lì ed ancora esercita la sua funzione per il sostegno di una vecchia abitazione.

Parte di torre medievale in Via Papa Giovanni

Poco lontano, nell’attuale via Papa Giovanni, si può vedere, inglobata in una abitazione, una parte di una torre compresa nelle mura cittadine.

 

 

 

Fascio littorio sul cupolino della Cattedrale

Se poi osserviamo la cupola ottagonale della nostra Cattedrale possiamo notare, non senza un qualche stupore, un fascio littorio che fa capolino su uno spigolo della stessa. Testimonianza incontrovertibile del rifacimento novecentesco della nostra chiesa madre.

 

 

 

E più giriamo nelle vie della città più ne possiamo scorgere.

A volte poi ci imbattiamo in particolari divertenti, come questo cartello stradale che indica sì come raggiungere il Rettorato dell’Università, ma 40 anni fa…

 

 

Paolo Rapposelli

Paolo Rapposelli
Nasce nel quartiere storico di Santa Maria a Chieti nel 1957. Studia nel Liceo Classico G.B. Vico e si laurea a pieni voti nella Facoltà di Scienze Politiche a Teramo. In seguito consegue il Diploma in Scienze Religiose presso l’ISSR di Chieti. Vive e lavora a Chieti dove insegna da oltre 30 anni nell’ITCG “Galiani- de Sterlich” presso il quale svolge anche mansioni di collaborazione col Dirigente Scolastico. È sposato e ha tre figli. Fin dall’adolescenza ha coltivato il suo forte interesse per la storia locale, ereditata dal padre, e la passione per l’automobilismo degli anni 60 e 70. Ha pubblicato una parte della sua tesi di laurea su Filippo Masci e ha collaborato con diversi autori nella ricerca del corredo iconografico di alcuni volumi sia di storia locale che di storia dell’automobilismo. Da qualche anno si è impegnato in un lavoro di ricerca delle foto di Chieti e ne ha divulgato i risultati sia attraverso diverse conferenze tenute in città sia attraverso i social network.
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