PERIFERIE TEATINE : VIA D’ARAGONA

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La denominazione trae origine dal lascito fatto dal Conte Emanuele Gaetani dei Duchi di Laurenzana al Comune di Chieti con delibera di accettazione che porta la data del 5 maggio 1908. La donazione comprendeva diversi ettari di terreni con annessi fabbricati che il Conte possedeva in quella che, prima dell’attuale denominazione, veniva chiamata Costa Carete.


Unica condizione che nella via venisse apposta una lapide a ricordo dei genitori, ma di essa se ne è persa ogni traccia. Tale donazione prevedeva l’insediamento nella zona, stante anche il prezzo favorevole dei terreni e non avendo ancora compreso le potenzialità dello Scalo, di attività industriali.
Così nei primi anni del ‘900 fu Vincenzo Di Nisio ad impiantarvi una fabbrica di mattonelle e subito dopo sorsero  una lavanderia industriale ed un magazzino per deposito merci della Camera di Commercio ed anche la Distilleria Barattucci scelse per impiantare il proprio laboratorio Via D’Aragona che si avviava a diventare un quartiere residenziale, tant’è che il Comune pensò di ricostruirvi anche la  Caserma Berardi   Alla fine, però, i progetti industriale, militare ed edilizio finirono per intralciarsi l’uno con l’altro : quello industriale venne definitivamente abbandonato nel 1924, anche in seguito alla mancata realizzazione della linea ferroviaria Sangritana Guardiagrele-Chieti il cui tracciato avrebbe dovuto concludersi proprio in Via D’Aragona, quello
 edilizio portò alla costruzione di diverse palazzine che conferiscono ancora oggi alla via una discreta eleganza   Esse vennero tutte costruite negli anni ‘20/’30 in stile eclettico/variegato riconducibili al periodo umbertino.

Oggi Via D’Aragona offre a chi la percorre uno splendido panorama che vale la pena ammirare dal Belvedere Sacro Cuore : guardando giù nella vallata lo sguardo indugia sulle campagne coltivate che circondano la Chiesa di Santa Barbara;  in alto, come  a poterla toccare con la mano, ecco la nostra montagna, la Maiella, con i caratteristici paeselli sparsi lungo le sue pendici. Nel piccolo piazzale del Belvedere nel luglio 2018 è stato posizionato un monumento a ricordo delle vittime della tragedia di Rigopiano
La struttura in pietra della Maiella ha una notevole valenza emotiva : due mani con i palmi aperti collocati all’interno di un’aiuola contenente 29 piante di tubaghia violacea, tante quante le vittime della tragedia.
Accanto all’opera è stata incastonata una lapide a ricordo di Dino Di Michelangelo, vittima assieme alla moglie della valanga, che nel quartiere era nato.

Poco distante, a circa metà strada c’è  l’ITIS, Istituto Tecnico Industriale Statale, costruito nel 1879 ; da allora tanti personaggi illustri hanno contribuito alla crescita di questa scuola, come si evince dall’articolo di Mario Zuccarini *  che ci rammenta quanto essi hanno contribuito a fondare ed animare i nostri palazzi e le nostre strade di cui spesso conosciamo poco la storia. Di notevole pregio architettonico è la facciata dell’ ITIS prospiciente Via Padre Alessandro Valignani  da dove, se la si potesse ben guardare, si apprezzerebbe l’ imponente aquila, simbolo romano ripreso dal regime ed usato assieme ad altri nella costruzione di vari edifici realizzati nel ventennio nella nostra città.
Tralasciando ogni polemica politica, fuori luogo in questo contesto, sarebbe invece il caso di ricusare gli architetti senza grazia che hanno occultato la pregevole facciata della scuola con una, oramai obsoleta, rimessa dei filobus.

Fortunatamente si può ammirare nell’atrio dell’Istituto il busto dell’illustre Ing. Ettore Ripandelli, preside della scuola negli anni ’30 e la vicina lapide marmorea posta nel 1929

Fra queste pareti nella tranquillità e                                  
                                                   e nell’ordine le vecchie maestranze
                                                  temperano le coscienze e gli intelletti
                                                          delle nuove generazioni


La speranza è che l’iscrizione lapidea possa essere sempre attuale e fungere da monito ed esempio per i tanti ragazzi che continueranno a frequentare l’Istituto affinchè continuino a perpetuarne la storia nel tempo.

RITA VALENTE

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http://www.itisavoia.ch.it/nuke7/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=5

Rita Valente
Nasce nel 1960 a Chieti nel rione Sant'Anna dove da sempre risiede.
Già nell'infanzia manifesta interesse per il corpo umano divertendosi a sventrare bambole e pupazzi di pezza per cui, nonostante la passione per lo sport ed un discreto successo adolescenziale nell'atletica leggera che la portano a diventare campionessa regionale di salto in lungo, decide di intraprendere gli studi in medicina e di dedicarsi in seguito alla ricerca genetica. I geni sono la sua passione... e non solo quelli cromosomici!

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