QUARTO S.ANNA

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Nel rione Sant’Anna c’è l’omonima chiesa di origini medievali, conosciuta da tutti noi per l’adiacente cimitero cittadino.


Nel corso degli anni subisce varie modifiche, ma solo nel 1964,in seguito allo smembramento del territorio parrocchiale di Sant’Antonio Abate, viene elevata a Parrocchia dall’allora Monsignor Bosio.
Nella soffitta della chiesa, nel 1930, fu rinvenuta una statua lignea raffigurante Sant’Anna che tiene in grembo la Madonna, a sua volta sorreggente Gesù Bambino.
E’ la bellissima statua della Sant’Anna Matterza

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trasferita in seguito al Museo Diocesano dal Prof. Verlengia a cui si deve anche la datazione della stessa risalente alla metà del XIII secolo


Si tratta di un modello iconografico assolutamente unico nella struttura lignea e che testimonia il dinamismo artistico e culturale delle botteghe e dei maestri lignari abruzzesi del Duecento.
La frontalità delle figure testimonia,inoltre, l’impronta romanica della struttura.
Il cimitero cittadino è stato inaugurato il 2 novembre del 1849, come testimonia un primo cippo in pietra

l ritrovato con quell’antica data ; è un luogo sacro, una città di pietra in cui sono sepolti uomini fondamentali per la storia di Chieti e dove tra i viali con lunghe file di cipressi, sono nascosti tante curiosità e segreti.
Come ogni cimitero monumentale che si rispetti è caratterizzato all’interno da diversi campi di sepoltura dedicati alle diverse comunità civili, religiose ed ordini militari.
Nella parte iniziale, più antica, ci sono tanti monumenti, edicole e cappelle pregevoli in cui si denota una grande varietà di gusti e stili che testimoniano una fine arte scultorea.
A cavallo tra i due secoli, vi hanno lavorato i migliori artisti abruzzesi quali Barbella, D’Antino e Feneziani che ne hanno fatto un vero e proprio museo a cielo aperto.
Storia ed arte che noi tutti abbiamo il dovere di tutelare per il piacere e l’orgoglio di tramandarle ai nostri posteri.
Degna di nota è anche la Torre Anelli Fieramosca ubicata nel quartiere


Oramai da anni abbandonata e fatiscente, ha tuttavia una rispettabile storia risalente al periodo della seconda guerra mondiale quando Chieti fu adoperata dalla amministrazione tedesca anche come centro cimiteriale : la prossimità del fronte, le epidemie e la presenza di due ospedali militari imponevano la necessità di trovare un terreno per seppellire i morti .
Così nell’ottobre del 1942 fu espropriata un’area circostante la Torre Fieramosca che venne utilizzata come camposanto militare tedesco.
In tale occasione fu anche aperto un “ Ufficio Summel “ ( Ufficio del Cimitero di Guerra ), gestito da un ufficiale tedesco, presso la Stazioncina di Villamagna ; compito di quest’ufficio era quello di registrare le salme ed il grado dei caduti per poi assegnarle ad una squadra che avrebbe provveduto all’inumazione.
Fino al ritiro delle truppe del WEHRMACHT dall’Abruzzo nei pressi della Torre furono seppelliti circa 1104 tedeschi oltre a due Francesi ed un Italiano, originario di Capri, incorporati nell’esercito tedesco.
L’elenco dei caduti con l’indicazione della data di morte e grado documenta che il primo decesso è datato 4 ottobre 1943, mentre l’ultimo il 7 giugno 1944.
Numerose furono le vittime rimaste disperse nella provincia di Chieti che anche dopo molti anni dalla Liberazione non furono trovate.
A tale proposito nel 1955 venne stipulato un accordo tra la Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Italiana per ritrovare i corpi dei caduti tedeschi.
Secondo la testimonianza di un operaio di Mozzagrogna, testimone delle esumazioni, alcuni resti furono traslati solo nel 1958.
Infine è doveroso accennare alla vecchia casupola che dall’8 giugno 1905 al 6 novembre 1943 è stata la Stazioncina di Villamagna dell’allora tracciato della Ferrovia Elettrica che collegava la parte alta della città con lo Scalo e prevedeva all’inizio sette coppie di corse giornaliere incrementate fino a quattordici nel 1932. Il percorso era coperto in mezz’ora.

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Durante la Seconda Guerra Mondiale la ferrovia subì danni tali da far sospendere l’esercizio.
Terminato il conflitto mondiale il piccolo edificio fu adibito a scuola elementare e quasi tutti gli “ ex-ragazzi “, molti dei quali ancora abitanti nel quartiere, l’hanno frequentata, dapprima con la Maestra Di Clemente ed in seguito con la Maestra D’Antonio. La bidella era la Signora Diamante che abitava di fronte la scuoletta e si divertiva spesso a fare il girotondo con i bambini nella strada adiacente, adesso Via albanese.
In tempi recenti l’amico Prof. Paolo Rapposelli lanciò la proposta di sfruttare l’edificio per l’allestimento di una mostra fotografica sulla storia della Ferrovia Elettrica non riuscendo purtroppo ad entusiasmare chi, senza se e senza ma, avrebbe dovuto avallare la bella iniziativa.
E purtroppo, proprio negli ultimi giorni “ la sculett “ ha subito un incendio doloso che l’ha privata del tetto già pericolante da tempo: non ci resta che aspettare impotenti il suo definitivo crollo.
L’11 maggio, festa del Patrono, dal piazzale Sant’Anna ripartrà con cavalli umani, evoluzione moderna dei cavalli berberi di un tempo,“ Il Palio De Lu Ricchiappe “, fortemente voluto da sei ragazzacci di Chieti, sperando che l’evento piaccia e possa continuare negli anni a venire.
Ad onor del vero i ragazzacci di cui sopra un mezzo miracolo lo hanno già fatto riuscendo con pazienza e passione a coinvolgere i rioni cittadini con incontri, cenette, riunioni pubbliche e private che hanno rinsaldato e fatto nascere nuove amicizie sotto il segno di un unico sentimento : l’amore, accompagnato dalla voglia di riscatto, per la nostra città…a San Giustino lasciamo il compito di compiere l’altro mezzo miracolo, affidandoGLI Chieti da tempo abbandonata e massacrata da chi avrebbe dovuto preservarla dalla fine ingloriosa ed ingiusta che sta vivendo.
Ma siamo qui, ancora, pronti a “ riacchiapparla “ e tenercela stretta la nostra città che grida vendetta.
Gli organizzatori hanno poi deciso che il Quarto che vincerà questa prima edizione riveduta e corretta del Palio de lu Ricchiappe, dovrà offrire una cenetta sia a loro che a tutti i rappresentanti degli altri quarti : nella certezza che sarà quello di Sant’Anna il Quarto vincente, è d’obbligo rassicurare loro, i Cavalli, i Capitani e le Madonne, i Signori e le Dame ed il maniscalco , che sono già pronti, in una location esclusiva che solo questo rione può offrire, tanti tavoli di granito lucente addobbati con lampade e candele posizionati lungo viali delimitati da file di alti cipressi intervallati da lampioni sparsi e con qualche fontanella qua e là.
Vi aspettiamo . . .


Rita Valente

Rita Valente
Nasce nel 1960 a Chieti nel rione Sant'Anna dove da sempre risiede.
Già nell'infanzia manifesta interesse per il corpo umano divertendosi a sventrare bambole e pupazzi di pezza per cui, nonostante la passione per lo sport ed un discreto successo adolescenziale nell'atletica leggera che la portano a diventare campionessa regionale di salto in lungo, decide di intraprendere gli studi in medicina e di dedicarsi in seguito alla ricerca genetica. I geni sono la sua passione... e non solo quelli cromosomici!

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