UNA STORIA AVVOLTA DAL MISTERO, NELLA CHIETI DEGLI ANNI ’50.

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Sotto gli ombrelloni dell’estate francavillese del 1953, i teatini, spulciando qua e là i vari rotocalchi della bella stagione, tra quelli che fanno sold out in edicola nel periodo delle ferie, si accorsero che un settimanale femminile di moda, Alba, aveva dedicato un articolo ad un fatto, quanto meno sconvolgente, accaduto quell’anno proprio a Chieti e rimasto  sconosciuto ai più.

Come detto, l’episodio accadde nell’estate del 1953, quando a Chieti, nell’abitazione del sottufficiale Guerrini, erano rimasti la moglie del militare, il figlio Dario e la nonna di quest’ultimo.

Come ogni mattina la sig.ra Guerrini si apprestava ad uscire di casa per andare a fare la spesa ed il piccolo Dario, che aveva l’abitudine di affacciarsi alla finestra per salutare la mamma, quel mattino, per salire sul davanzale, non avendo a disposizione la consueta sedia, si era pericolosamente arrampicato per raggiungere la finestra ma sfortunatamente era caduto, precipitando da 16 metri sulla sottostante strada pavimentata.

La mamma, che nel frattempo era uscita dal portone, si era accorta che un uomo si era voltato di scatto verso lo stabile ed istintivamente anche lei aveva guardato nella medesima direzione, constatando che suo figlio era appena precipitato da quell’altezza ed era riuscita a vedere la scena proprio nel momento in cui un altro bambino, un po’ più grande di Dario, lo stava soccorrendo.

Nella confusione del momento, la madre urlando si era gettata sul corpo del piccolo e, ritenendolo agonizzante, era riuscita ad allontanare tutte le persone che gli stavano attorno, per portarlo personalmente al vicino Ospedale.

Qui i sanitari avevano constatato che Dario non presentava nemmeno un’ammaccatura né un graffio e stentavano a credere al racconto della madre che affermava che il bambino fosse precipitato da una simile altezza.

A questo punto si verificò un fatto strano, anzi inconcepibile: il bambino che, prima di tutti, aveva soccorso Dario era nel frattempo sparito e la persona che aveva notato il piccolo precipitare giù, affermava di essere certo di non aver rilevato la presenza di alcun altro bambino all’infuori di Dario, nonostante le insistenze della madre che giurava di aver chiaramente visto un ragazzino soccorrere suo figlio, prendendolo in braccio.

Va peraltro detto che, solo il giorno prima, Dario, recatosi in chiesa, aveva portato alla statua del Gesù Bambino un giglio ed interrogato all’ospedale sulle circostanze della caduta, lo stesso aveva detto qualcosa di sconcertante: <Sono caduto ma il bambino del giglio era lì e mi ha preso in braccio>.

Oggi Dario avrebbe all’incirca 70 anni e le mie ricerche presso il Distretto militare (per appurare le generalità del padre militare) e presso la scuola elementare di Porta Sant’Anna (visto che la famiglia presumibilmente abitava nelle vicinanze della Caserma Spinucci (divenuto poi Distretto Militare) o della Caserma Berardi, proprio ad un passo dalla scuola) per capire se negli anni seguenti ci fosse un Dario, figlio di un militare a frequentare quella scuola. In entrambi i casi è però prevalso un inconcepibile veto scaturente dalle recenti norme sulla privacy alle quali si è voluto attribuire un effetto retroattivo fino ad un momento in cui tali norme erano del tutto assenti e pertanto Il Big8 ha ricevuto un diniego alle richieste di informazione.

Peccato, ne avremmo saputo di più.

Marino Valentini

Marino Valentini
Nato nel 1961, sposato, due figli, per circa venticinque anni ha lavorato presso una locale banca dove ha rivestito il ruolo di Direttore di Filiale. Attualmente è libero professionista quale consulente in materia bancaria, specialmente per l'emersione di abusi in danno dei cittadini, come anatocismo ed usura. E' l’ideatore del Marrucinum, il progetto di moneta complementare nella città di Chieti. Ha scritto gli inediti “Onirica” e “Accordo suicida” ed i saggi “La Congiunzione perfetta”, “Il Patto tradito” e “Il Naufragio dell’Utopia”, con il quale nel 2015 ha vinto il premio nazionale “La valigia di cartone”, mentre, al momento, è in procinto di ultimare la dissacrante “Storia semiseria della Città di Chieti”.
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Una risposta a “UNA STORIA AVVOLTA DAL MISTERO, NELLA CHIETI DEGLI ANNI ’50.”

  1. Il Distrettio militare m negli anni cinquanta , non era comunque alla Caserma Spinucci ma presso l’ex caserma di lArgo S. Maria, quella sotto la cui piazza d’armi sorge oggi la grande autorimessa di via S- Olivieri. Ma questo, forse era già chiaro. Un bimbo che cade da 16 metri e può raccontarlo alla madre ha effettivamente del miracoloso.

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