STORIE DI AUTOMOBILISMO A CHIETI

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Foto Archivio ACI

Uno dei miei primi ricordi d’infanzia risale a quando mio padre mi portava a vedere una gara di automobilismo in salita che si disputava tra la zona bassa e la zona alta della mia città, Chieti. Si svolgeva su un tracciato di circa 6 Km, dalla località Madonna delle Piane a Pietragrossa. Passava non lontano da casa mia e mio padre mi faceva mettere in una zona considerata sicura, considerati i rischi dell’epoca. Si gareggiò dal 1958 al 1966, vedendo la partecipazione di buoni specialisti e di ottime vetture. Cominciata con la partecipazione delle sole categorie Turismo e Gran Turismo, nelle ultime edizioni accolse anche la Formula Junior e le Sport.

Io allora non immaginavo nemmeno che la storia dell’automobilismo a Chieti risalisse  a diversi decenni precedenti, all’epoca in cui per un bambino la pista poteva essere immaginata solo nei vialetti di un piccolo giardino, correndoci con il sogno di essere prima Nuvolari e poi Fangio. Già, quel Juan Manuel Fangio che dalle mie parti gli anziani continuavano a ritenere abruzzese, anzi proprio della stessa provincia, viste le sue origini di Castiglione Messer Marino.

La prima competizione a Chieti fu organizzata nel 1931 con la 1ª Coppa Colonnetta (la “Colonnetta” è la strada che collega la Stazione Ferroviaria con la parte alta), gara in salita di 4200 metri. L’ACI di Chieti fu preceduto da quello dell’Aquila che nel 1929 aveva organizzato la Coppa Gran Sasso d’Italia e soprattutto da quello di Teramo che organizzò nel capoluogo la Coppa di Natale nel 1925. Già nel 1924 aveva però organizzato a Castellamare Adriatico quella che diventerà la Coppa Acerbo. Castellamare e Pescara si uniranno nel 1927, dando anche origine alla nuova Provincia di Pescara. A tutti gli effetti le prime edizioni della Coppa Acerbo si correvano interamente in provincia di Teramo, a nord del fiume Pescara.

La corsa di gran lunga più importante disputata nel centro cittadino di Chieti fu il Criterium Vetturette che conobbe purtroppo solo tre edizioni, dal 1952 al 1954,  e che si disputava a fine agosto sul circuito della Villa Comunale di 1700 m.

La gara consisteva di due batterie di 20 giri e finale su 40 giri. Nelle varie edizioni parteciparono anche piloti di F1 come Eric Brandon, che vinse due edizioni, Stuart Lewis-Evans, Maria Teresa De Filippis, Felice Bonetto. Il limite dei motori era 750 cc. atmosferico. Marcello Sabbatini scrisse ammirato un articolo su L’Automobile: “Questo può avvenire quando la scelta di una formula di gara che un breve e tortuoso circuito cittadino solo può permettere, quando si scelgono i migliori piloti della specialità di 6 nazioni e si lancia, davanti ad un appassionato e foltissimo pubblico preparato e capace un carosello che non ha mai visto un pilota compiere un testacoda o sfiorare una balla di paglia, il che dimostra che i 20 piloti prescelti per la corsa erano i migliori della specialità.”

Stuart Lewis-Evans, un nome che evocava un certo fascino e mistero per un teatino. Chissà dove sarebbe arrivata la carriera di questo ragazzo poco più che ventenne. Dalle strette vie di Chieti già appariva però la classe del pilota e qualcuno intuiva che sarebbe potuto arrivare lontano. Sogni, sogni di un giovane inglese, che si trovava in una città nella quale solo pochissimi anni prima erano passati i suoi connazionali per liberare il suolo dall’oltraggio nazista. Forse è per questo che molti lo avevano preso in simpatia e lo applaudivano ad ogni passaggio.

Passeranno solo pochissimi altri anni e il giovane inglese in F1 ci arriverà davvero e  diventerà una bellissima speranza di quell’automobilismo britannico che non ancora aveva sfornato grandissimi campioni. Ma in un finale di stagione, nel 1958 in Marocco, la sua Vanwall lo tradirà, urterà le barriere e prenderà fuoco. Per Lewis-Evans non era però ancora la fine, ci sarebbero voluti altri 6 giorni strazianti prima che la vita lo abbandonasse. Una storia che conoscerà purtroppo una tristissima e tragica replica, 9 anni dopo a Montecarlo con Lorenzo Bandini.

Paolo Rapposelli

Paolo Rapposelli
Nasce nel quartiere storico di Santa Maria a Chieti nel 1957. Studia nel Liceo Classico G.B. Vico e si laurea a pieni voti nella Facoltà di Scienze Politiche a Teramo. In seguito consegue il Diploma in Scienze Religiose presso l’ISSR di Chieti. Vive e lavora a Chieti dove insegna da oltre 30 anni nell’ITCG “Galiani- de Sterlich” presso il quale svolge anche mansioni di collaborazione col Dirigente Scolastico. È sposato e ha tre figli. Fin dall’adolescenza ha coltivato il suo forte interesse per la storia locale, ereditata dal padre, e la passione per l’automobilismo degli anni 60 e 70. Ha pubblicato una parte della sua tesi di laurea su Filippo Masci e ha collaborato con diversi autori nella ricerca del corredo iconografico di alcuni volumi sia di storia locale che di storia dell’automobilismo. Da qualche anno si è impegnato in un lavoro di ricerca delle foto di Chieti e ne ha divulgato i risultati sia attraverso diverse conferenze tenute in città sia attraverso i social network.
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2 risposte a “STORIE DI AUTOMOBILISMO A CHIETI”

  1. Una decina di anni dopo, negli anni 60, il Criterium Vetturette ebbe una ripresa di alcuni anni con le corse di Go Kart sullo stesso circuito della villa durante le feste di San Giustino in maggio .
    Erano gare appassionanti sull’anello della villa. I concorrenti erano Kartisti da tutto l’Abruzzo dalle Marche , correvano con ordigni auto costruiti dotati del propulsore di una motoretta 125 c.c.. Coninsiava a comparire allora qualche primo telaio industriale. Protagonisti assoluti erano alcuni popolari meccanici teatini tra cui Mimì Damiano ed i mitici fratelli Csapozzucco gestori del distributore ESSO di LArgo Cavallerizza. Uno di loro, frequente vincitore, era mitizzato e osannato da noi tifosi adolescenti.

    1. Grazie del commento. Il circuito dove correvano i kart era però diverso. Da viale IV novembre si saliva in via Paolucci,, via Pianell e si scendeva in via Vernia. Fu effettuato in entrambi i sensi di marcia.

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